Parola e parole

una bella domanda

Anche il Vangelo di oggi è attraversato da una domanda: quando Elisabetta incontra Maria che è andata a trovarla esclama: “A cosa devo che la Madre del mio Salvatore venga a me?”. Traduco un po’ liberamente: “come mai questo dono inaspettato?”. Dopo “dove sei?” e “cosa devo fare?” ci troviamo di fronte ad una ennesima domanda che la Parola ci pone: “Cosa ho fatto per meritare un tale dono?”.

Elisabetta è donna arguta, il Vangelo ce la presenta ormai in là negli anni, quindi ai suoi occhi esperti non deve essere sfuggita una cosa così straordinaria. Elisabetta ha occhi attenti per rendersi conto della sorpresa che le è capitata, del dono inaspettato che le viene fatto. Già, Elisabetta è animata dal quel sano stupore che ci porta a non dare niente per scontato e per ovvio…ciò che le capita è dono che chiede di essere accolto e ancor prima di essere riconosciuto ed “interpretato”. Elisabetta non solo riconosce il dono ma si spinge a chiedere: “perché proprio a me? Che cosa ho fatto per meritarmelo?”..stupore e meraviglia, curiosità e riconoscenza…

Non farebbe male alle nostre giornate un po’ di questa benedetta meraviglia per le cose, per le persone e gli eventi. Occorre molta umiltà per ammettere che nulla ci è dovuto ma tutto va accolto ringraziando come per un dono immeritatato. L’amore di nostra moglie, il rispetto dei nostri  colleghi, la vicinanza di un amico, la tenerezza di un figlio: tutto è Grazia, tutto è Gratis! Qualche volta sarebbe bello se avessimo anche noi il coraggio di chiederci: “Ma cosa ho fatto per meritare tutto questo?”