Affetti e Legami

guaritori feriti

Il modo migliore per provare a guarire gli altri è quello di mettersi in contatto con la propria fragilità, di ricordarla, di abbracciarla, di averla lì presente quando ti avvicini a qualcuno.
Forse solo custodendo le proprie ferite è possibile almeno tentare di avvicinare le ferite altrui.

Le nostre e le altrui ferite potranno anche essere diverse, frutto di differenti storie e personali cadute: ma sarà il comune dolore nella carne ad avvicinarci, a farci sentire fratelli, simili, uomini che patiscono il comune patire della Vita. Potranno nascere così parole, sguardi e tocchi densi di senso e di sensi.

Amo molto queste parole di Elisabeth Kubler-Ross:

“Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio. Queste persone hanno una stima, una sensibilità e una comprensione della vita che li riempie di gentilezza ed un interesse di profondo amore. Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate”.

Affetti e Legami

Addii

Arriva il momento del commiato, del saluto, del dirsi addio..tempo amaro e doloroso, tempo lacerante, di rimpianti e di rimorsi. E’ il momento in cui la separazione ci ferisce, il senso dell’abbandono ci imprigiona in un dolore muto.

Non ci sono ragioni, non c’è un perché…inutile cercare di capire..è il ritmo misterioso e sacro del vivere: la pianta produce il seme che gettato in terra muore per produrre nuovi frutti.

Le parole non ci seguono, arrancano, faticano a formarsi e ed esprimersi..solo il cuore è capace di cogliere lievi barlumi di Mistero: nulla va perduto, neanche una virgola di questa storia verrà cancellata o dimenticata. Ormai ci si appartiene l’un altro ed i nostri legami ci saranno restituiti con pienezza definitiva.

Il Grembo della Vita da cui tutto nasce è capace di custodire i nostri legami; la sua straordinaria fecondità sa generare a Vita Nuova ciò che è appassito.