Storia e Tempi

Auguri…

Auguri a chi si sente solo, a chi lo è davvero e a chi è stato dimenticato, trascurato, ignorato.
Auguri a chi vive legami spezzati, a coloro il cui cuore sanguina, a chi percepisce il senso di un vuoto dentro, che prova una tristezza che appanna la vista e non fa scorgere il futuro all’orizzonte.
Auguri a chi è stato ferito dalla vita, a chi le esperienze hanno inferto un duro colpo allo stomaco, che ancora dolora e non sa per quanto.
Auguri a chi ha fallito, a chi non ce l’ha fatta; a chi ha messo impegno, passione e determinazione ma non sono bastati per giungere vittoriosi al traguardo; a chi si è sbucciato le ginocchia per le continue ferite e ha mani ferite a furia di raspare il terreno.
Auguri a chi la vita lo ha messo di lato, perché non è utile, produttivo, competitivo; a chi è finito su qualche binario morto, perché non più all’altezza delle aspettative altrui, perché superato, vecchio, lento, troppo poco combattivo.
Auguri a chi fa fatica a tirare la fine del mese; a chi deve centellinare le spese perché lo stipendio non basta, a chi è sufficiente un nonnulla per mandare il bilancio in rosso; a chi dipende dalla generosità altrui per fa quadrare i conti.
Auguri a chi non ha i mezzi per emergere, a chi la vita gli ha dato una marcia in meno, che non può scalpitare per arrivare nei primi posti ma che deve accontentarsi di quelli lasciati liberi in fondo; a chi fa dell’accontentarsi il suo stile di vita, non per scelta ma per necessità.
Auguri a chi è nato dalla parte sbagliata del mondo, dove la vita è una lotta continua per la sopravvivenza, una battaglia disumana per restare a galla.
Auguri a chi ha perso la speranza, a chi il domani è una incognita troppo fumosa; a chi non alza lo sguardo da troppo tempo per scorgere quella timida luce all’orizzonte che promette l’arrivo dell’alba.
Auguri a chi ha fame di senso, di vita, di pienezza, di cose belle e la vita gli ha rifilato sempre una lista infinita di occasioni mancate, di opportunità perdute, di futuri impossibili.
Auguri a chi vive ai margini, della vita, delle giornate, del benessere, degli affetti e ai margini dell’umanità; a chi è costretto a vivere le periferie esistenziali come il solo luogo possibile, l’unica alternativa al nulla.
Auguri a chi ha vissuto il dolore della perdita, chi ha lasciato un pezzo di sé in qualcuno che se ne è andato; a chi sente che una parte della propria vita si è spenta tempo fa e nulla è più stato come prima.
Auguri a chi non ha la forza per rivendicare i propri diritti e deve subire in silenzio angherie ed ingiustizie.
Auguri a chi ha perso il lavoro e con esso un po’ della propria dignità; a chi fatica a guardare negli occhi i propri figli perché avere un papà disoccupato non è molto trendy di questi giorni.
Auguri a chi dorme su un letto di ospedale e magari dormire è un lusso che non si può neanche permettere; a chi da quel letto si chiede se la sua è ancora una vita, degna di essere vissuta e condivisa.
Auguri a chi tende la mano dalla banchina di una stazione del metrò, con la speranza che qualche passante, intenerito dalle feste, allunghi una piccola elemosina.
Auguri a chi ha un figlio disabile; a chi la parola “vacanza” è stata cancellata dal vocabolario da tempo immemore; a chi vive una reperibilità 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana, senza festività pagate, senza straordinari, senza permessi premi o TFR in busta paga.
Auguri a chi guarda il mondo attraverso le sbarre; a chi, insieme alla libertà, ha perduto la dignità, il rispetto per se stesso e la possibilità del domani.
Auguri a chi non sa che farsene della propria vita, come un dono indesiderato ed un fardello troppe pesante da portare; a chi ha i sensi anestetizzati, incapaci di gioire per un buon piatto di pasta, un tramonto sul mare ed il sorriso di un bambino.
Auguri a chi vive nel rimpianto, a chi la vita si coniuga solo al passato, a chi prova delusioni cocenti come ferite dell’anima mai rimarginate.

Auguri a tutti noi che celebriamo anche quest’anno la nascita di un Bambino che non ha disdegnato vivere nella nostra misera, come una debole ma sicura speranza di una Vita Possibile.