Storia e Tempi

usato sicuro

Pensavamo di entrare finalmente nella Terza Repubblica e ci troviamo, magicamente, ricatapultati nella Prima, una sorta di “Ritorno al Futuro” alla rovescia.

Dopo la sentenza della Consulta e l’aria che tira in Parlamento temo che non ci resterà alternativa che eleggere proporzionalmente un nuovo Parlamento, che, come nei gloriosi anni che furono, indicherà il nome del presidente del Consiglio, in base al calcolo, attentissimo e preciso, del peso di ogni singola formazione politica. Così ci attenderanno governi di larghe intese, sicché ciò che, solitamente, è una condizione straordinaria per un sistema politico ora da noi diventerà la normalità. Invocare il maggioritario in un sistema tripolare come il nostro aveva proprio lo scopo di evitare di finire nella palude… ma tant’è…

Prepariamoci allora ai vecchi riti alle antiche cerimonie: chi può salga in soffitta e rovisti in qualche vecchio baule, troverà qualche polveroso libero di cronaca parlamentare… tenetevelo buono, ci servirà presto.  In fondo perché tutta questa voglia di cambiare?  Il passato esercita sempre il suo fascino, ha ancora un suo appeal. Alla macchina nuova noi preferiamo un usato sicuro: non sarà proprio l’ultimo modello, ma ci dà maggiori garanzie; può essere che vada piano ed inquini troppo, ma a noi piace così; su certe cose preferiamo un sano tradizionalismo.

Per noi il mondo va troppo di fretta, abbiamo i nostri tempi e non abbiamo voglia di correre: meglio prenderci il “nostro tempo”, per rallentare la corsa o, meglio ancora, sedersi sul marciapiede ad osservare la corsa degli altri… “chissà chi vince stavolta?”

Poveri noi… destinati a guardare al futuro sempre dallo specchietto retrovisore.