Affetti e Legami

le donne della mia vita

Ho tre donne straordinarie nella mia vita, tre persone uniche ed irraggiungibili: colei che è stata l’origine del mio essere, colei che è la pienezza dei miei giorni e colei che è la promessa del mio futuro. Mia mamma, mia moglie e mia figlia.

Tre donne così diverse ma legate insieme dal fatto che tutte e tre sostengono la trama dei miei giorni, danno consistenza al tempo e spessore alla vita. Verso di loro vivo un debito originario ed impagabile: cosa infatti vuoi rendere a coloro che sono la fonte della tua vita e che ogni giorno ti regalano ragioni e sensi per andare avanti? Come puoi pensare di sdebitarti di fronte ad un dono così radicale e totale?

Le nostre vite sono segnate in profondità da un tratto di femminilità. Nel quadro della nostra esistenza, le pennellate più importanti, quelle che danno vigore all’immagine, quelle che danno valore e genio al dipinto, mostrano un tratto decisamente femminile; noi abbiamo disposto le figure, abbiamo scelto lo sfondo e la prospettiva, forse abbiamo deciso anche la gradazione dei colori; ma il tocco dell’artista, il tratto geniale viene da una mano di donna, dall’estro e dal genio femminile. Solo lei è capace di rendere un amalgama di colori, tinte e forme un capolavoro irripetibile…

Le donne della mia vita sono così: sono le pennellate di luce sulla mia persona, sono i tratti di genio della mia vita, sono quei piccoli dettagli d’autore che danno pregio a tutto il quadro.

 

Parole d'autore

dove germogliano le storie

“Trovare qualcosa di interessante nella propria vita è sempre un’impresa vana; la straordinarietà sembra appartenere sempre agli altri, mentre chi scrive sembra sempre di aver vissuto una vita troppo ordinaria. Col tempo ho capito che non è vero, non c’è bisogno di aver vissuto una vita fuori dal comune per scrivere.

E la scrittura non necessita neppure di idee assolutamente uniche e originali. Quello che conta davvero è l’educazione nell’osservare e il talento nel decidere cosa vale la pena ricordare e cosa no.

È questo il terreno fertile dove germogliano le storie.” (Primo Levi)