Pensieri e Silenzi

ciliegina sulla torta

Ogni tanto basta poco per fare la differenza, è sufficiente una piccola attenzione per rendere un gesto sgraziato un atto di attenzione, di delicatezza e di garbo.

Ci capita, perlomeno a me capita, di essere così concentrato su “cosa” devo fare che rischio di perdere di vista il “come” lo faccio, dimenticando, ahimè, che quel “come” è parte essenziale del contenuto delle nostre azioni. Non c’è alcun “cosa” senza un “come”, nessuna scissione tra contenuto e forma, tra obiettivo e stile, tra il movimento e la sua grazia.

Sicché quelle piccole attenzioni, quei piccoli accorgimenti non sono inutili e vezzosi dettagli; non sono finezze eccessive, dei ricami o decorazioni per perfezionisti. Anzi essi dicono, in maniera sincera e trasparente, il nostro stile, tradiscono la verità della nostra sensibilità, la profondità del nostro sentire e la delicatezza delle nostre movenze.

Un “grazie” detto con un sorriso, dopo aver ricevuto qualcosa di dovuto o di gratuito; uno “scusa” quando pensiamo di aver arrecato disturbo; un “permesso” prima di prendere l’iniziativa o di intralciare il cammino di qualcuno; un “dopo di lei” per cedere il passo e dare la precedenza… insomma cose da poco, cose da niente, ma, credetemi, che fanno davvero la differenza.

Talvolta pensiamo che tutta questa ridondante ritualità sia un po’ come una ciliegina messa sulla torta: un semplice dettaglio decorativo, perché quello che è importante è la bontà della torta, la freschezza della panna e la delicatezza del cioccolato.

Non so… non ne sono molto convinto…Secondo me, queste piccole attenzioni assomigliano di più ad un pizzico di sale messo nella pasta del pane:  sono solo piccoli granelli cristallini che si disperdono e si nascondono nell’impasto, ma che, in modo silenzioso e nascosto, sanno fare la differenza tra una pagnotta insipida ed una eccessivamente salata.

Questione di misura e di stile. Questione di grazia.