Pensieri e Silenzi

cambiare per restare se stessi

Talvolta nella vita cambiare è l’unico modo per restare fedeli a se stessi. La fedeltà a se stessi non è mai un qualcosa da perseguire in modo statico, granitico, definito una volta per sempre. La fedeltà presuppone sempre una dimensione di variabilità, di crescita, di maturazione… insomma di cambiamento.

Non è semplice accettare tutto questo: a noi piace molto restare aggrappati a quanto pensiamo di essere, a quello che abbiamo sempre amato, a quello che siamo soliti desiderare e sognare. Ci rassicura il pensiero di avere una maschera chiara e definitiva, di possedere contorni ben nitidi e marcati, di presentarci agli altri come un “pezzo unico”, sempre uguale a se stesso, solido, permanente, stabile.

Basta poco tuttavia per accorgersi che tutta questa fissità non ci appartiene, non esprime in pienezza chi siamo, la nostra anima più vera. Siamo onesti: il principio di identità va bene per la filosofia ma non per la nostra vita. Siamo mutevoli, variabili, spesso capricciosi, comunque sempre in divenire; facciamo del cambiamento il nostro habitat naturale, non per una forma di randagismo esistenziale, ma semplicemente perché cerchiamo di essere fedeli a noi stesso, fedeli nello scorrere del tempo e delle cose. E tutto questo richiede fluidità, adattabilità e plasticità.

In fondo nessuno di noi è un’istantanea fotografica, uno scatto catturato nel tempo e fissato per sempre. Ciascuno di noi è un progetto aperto, è una storia da raccontare, è un dramma da interpretare, è una chiamata da evocare, un futuro da costruire con pazienza e determinazione. È proprio l’indeterminatezza la pasta della nostra vita, la materia prima della nostre giornate. La possibilità, ogni possibilità ci abita e denota le nostre scelte.

Forse questa indeterminatezza è quella cosa che assomiglia molto alla parola libertà.