la vita al tempo del coronavirus

*** LA PAURA ***

In questi giorni così complicati e quasi surreali siamo tutti accomunati da un medesimo sentire; un identico sentimento abita la nostra anima, indipendentemente dal fatto che ci troviamo in zona rossa, gialla o verde, se siamo sani o malati, se costretti alla quarantena o liberi di muoverci dove vogliamo: l’emozione della paura.

È la paura la protagonista di questo periodo di primavera anticipata, è lei il leit motive dei discorsi, delle parole e delle narrazioni che ci scambiamo, è suo il “rumore di fondo” che ascoltiamo nelle notizie sui giornali o alla tv.

Siamo tutti tornati ad avere paura, a sperimentare quella sensazione di incertezza, di minaccia, di instabilità e precarietà, a motivo della quale percepiamo che la nostra esistenza non è al sicuro ma esposta ad un pericolo che non possiamo controllare fino in fondo.  La paura è una di quelle emozioni fondamentali che ci appartengono in quanto esseri umani, indipendentemente dalla razza, dalla lingua o dalla cultura: avere paura è “umano”, tanto quanto provare gioia o dolore, tristezza o sorpresa, rabbia o disgusto.

Eppure tutte le volte che il sentimento della paura prende dimora nel nostro animo ci sentiamo scossi nel profondo, patiamo un sensazione di provvisorietà, come se la nostra vita fosse minacciata da forze a cui non è possibile far fronte. E cosa c’è di più pauroso di un infido virus, così piccolo ed invisibile, capace di muoversi liberamente tra i nostri corpi e di infettare, a suo piacimento, quelli più deboli ed indifesi? È qualcosa da cui non possiamo ripararci se non chiudendoci in casa ed evitando ogni contatto sociale.

Ci ritroviamo così sequestrati da questo sentimento a tal punto che le nostre vite ne sono profondamente condizionato: abbiamo cambiato il nostro stile di vita, le nostre abitudine, le nostre frequentazioni ed i ritmi della nostre giornate.

Forse questa forte emozione, così invasiva e desolante, ci può ispirare due opposte reazioni: da una parte ci può inculcare una sfiducia ed una diffidenza verso gli altri, quasi fossero una perenne minaccia alla nostra salute; dall’altra ci può provocare a riconoscere ed accogliere quella medesima fragilità che abita il cuore di tutti gli uomini. Provare paura potrebbe diventare l’occasione per “sintonizzarsi” con le paure degli altri, con le ansie e le angosce di chi, vicino o lontano, patisce il medesimo disagio. Ogni giorno, a qualunque latitudine del pianeta, ci sono uomini angosciati per la fame, la malattia, la guerra e la violenza, per una morte improvvisa o un inatteso fallimento: sono tutti uomini che, come noi, sentono quel sentimento di paura che sconvolge le loro vite, proprio come sta facendo con le nostre.

La paura ci può dividere o unire, può rendere l’altro un nemico o un compagno dello stesso viaggio.

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