la vita al tempo del coronavirus/3

*** IL DIGIUNO ***

Digiuno è una parola della tradizione che oggi va poco di moda. Non appartiene alla nostra mentalità edonista differire la soddisfazione di un bisogno: tutto deve essere esaudito qui o ora. Ogni possibile dilazione sarebbe un tradimento o un disconoscimento del bisogno stesso, come se solo l’immediato appagamento ne onorasse la presenza. Si capisce come in questo “mood collettivo” parlare di digiuno appare atto eretico e incomprensibile.

Accade però che questa inattesa situazione da “isolati” ci abbia imposto una strana ma altrettanto violenta forma di digiuno, certo non ricercata né desiderata ma subita con un certo fastidio. Ovviamente non si tratta di un digiuno dal cibo (che fortunatamente non manca dalle nostre tavole, cosa non scontata, badate) ma di un digiuno da una serie di altre esperienze che strutturano, non meno radicalmente del cibo, la nostra vita: un digiuno di relazioni, di incontri, di abbracci, di contatti e di amicizie, di parole dette faccia a faccia e di carezze. Quindi, in un modo o nell’altro, volenti o nolenti, con l’esperienza del digiuno ci troviamo a dover convivere e con esso dobbiamo in qualche modo fare i conti.

Confesso che, sarà a motivo del tratto molto “carnale” e fisico che abita i miei rapporti, sento molto la “fame” dei miei consueti legami, oggi sospesi e come messi in pausa: non mi bastano i contatti telefonici né i messaggi scambiati con whatapp; le persone e gli amici mi piace sentirli “a pelle”, sentendo il calore delle loro braccia e la ruvidità del loro volto.

Come attraversare quindi questi giorni solitari e tristi, poveri di relazioni e di vicinanze? Forse recuperando il senso ed il valore del digiuno, di ogni digiuno, a prescindere dalla natura di ciò di cui ci priviamo. Se il digiuno dal cibo non è il semplice compiacimento della sua rinuncia, ma l’invito e l’educazione ad instaurare un rapporto più sano con quanto ci nutre, allora forse la stessa logica può valere anche per il digiuno delle relazioni. Il digiuno “forzoso” dalla nostre amicizia, in questi tempi di coronavirus, è forse l’occasione che ci è offerta per “ricalibrare” i nostri legami, purificarli da insane voglie o pretese, riabitare le nostre amicizie con maggiore verità e purezza.

Questo digiuno imposto, non cercato né desiderato, può trasformarsi in un percorso, non scontato né banale, per custodire i nostri affetti e le nostre amicizie in modo più sincero, più autentico e profondo.

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