la vita al tempo del coronavirus/8

*** LA NOIA ***

Un’altra compagna di questi giorni surreali è “sorella noia”.

Abituati come siamo a correre da una parte all’altra, a fare mille cose insieme, a gestire appuntamenti, incontri, colloqui, consegne di lavoro e impegni personali, tutto questo tempo rallentato genera come un senso di svogliatezza e di noia. Anche la riduzione o l’assenza di contatti sociali certo non aiuta: vedere gente è sempre uno stimolo per fare, per sperimentare cose nuove, per saggiare esperienze diverse ed originali.

Stare chiusi nelle proprie case genera un po’ di spossatezza e di pigrizia: si riducono le opportunità e ci si muove in quello stato di umore a metà tra lo svogliato ed il flemmatico, tra il pigro ed indolente. Alla fine il rischio di sentirsi annoiati è davvero alto, anche quando ci si sforza di trovare qualche sollecitazione anche nelle cose più semplici e banali.

Diceva Schopenhauer, che a onor del vero non era proprio un tipo entusiasta, che  «La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia… Il godimento è solo un punto di trapasso impercettibile nel lento oscillare del pendolo».

Senza sposare la visione un po’ cruda del filosofo, occorre ammettere che la noia è sempre una compagna scomoda con cui convivere: sembra come se la vita avesse perso il proprio interesse, come se le cose della vita mancassero di attrattiva … tutto scorre un po’ grigio, un po’ sottotono, apatico e freddo.

Essere annoiati significa sperimentare il desiderio di desiderare: nel vivere la noia è proprio il desiderio a fare difetto, sicché la cosa che inconsapevolmente bramiamo è proprio l’atto stesso del desiderare,  del volere, dell’anelare a qualcosa che sia oltre noi stessi.

Sebbene gli psicologi ci rassicurino che la noia è uno spazio benedetto di recupero delle nostre energie mentali e capace di stimolare la nostra creatività, nessuno di noi lo attraversa con l’animo lieto e leggero. Sarà anche perché “non avere nulla da fare” ci forza a misurarci e confrontarci con quella persona da cui sfuggiamo sempre molto volentieri: noi stessi.

La noia certo a volte diviene la misura dell’insensatezza delle cose, ma può trasformarsi anche in una proficua, anche se inattesa, occasione per stare un po’ in compagnia con se stessi, prestando ascolto a quel mondo interiore che molto spesso silenziamo colpevolmente.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...