Sabato 19 Marzo 2016
Abbiamo iniziato un dolente pellegrinaggio, un atto di pietà e com-passione verso un amico che ci sta lasciando. E’ un viaggio mesto e straziante, che non avremmo mai voluto intraprendere. E’ un viaggio compiuto in nome di un’amicizia antica, di un legame importante e vitale. E’ un gesto di riconoscenza, nato da un bisogno di restituire ciò che abbiamo ricevuto.
Il viaggio si è coronato con un incontro, un incontro di mani e di sguardi, di occhi e di sorrisi, di espressioni conosciute e di gesti familiari. Un momento “ordinario”, pur nelle drammaticità della circostanza; discorso consueti, parole feriali, un sorriso come sempre, un silenzio, una carezza. E’ singolare come si possa vivere momenti unici con ordinaria normalità…davvero la Storia, anche la nostra storia, è fatta di attimi che, se presi singolarmente, non hanno nulla di eroico e di straordinario.
Giunge poi il momento del saluto, di un “arrivederci” che sai essere un “addio”; il momento di dirsi “ci rivedremo” sapendo che questo sarà solo nel Definitivo di Dio.
Eccoci poi sulla via del ritorno, consapevole che qualcosa di grande è successo ma è ancora presto per dire cose e perché. Ritorno con la consapevolezza di “aver fatto il mio dovere”, di essere stato “al posto giusto e al momento giusto”. Era un appuntamento che la Vita mi aveva dato ed era impossibile mancare a questo invito.
Saremo stati all’altezza del momento? chi può dirlo… forse la sola cosa davvero importante era esserci, vivere l’attimo, prendere parte alla Vita, lasciando che fosse Lei, come sempre, a guidare le danze…









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