I legami tra le presone sono una cosa complicata, difficile da decifrare, da spiegare o da razionalizzare. Pare come se nei legami le cose seguissero una logica differente dalla quella delle realtà, tanto che due più due non sempre fa quattro: talvolta fa tre, altre volte cinque. È così che abitare i rapporti significa acquisire un’arte più che specializzarsi in una scienza: non ci sono regole ferree applicabili in ogni circostanza ma una serie di presentimenti, di intuizioni, di presagi che indirizzano il comportamento e che guidano le scelte.
Prendi ad esempio la distanza, quella singolare situazione in cui si sperimenta una lontananza con un amico, un conoscente o un familiare.
Ci sono distacchi che si trasformano in solitudini, in estraneità, in rari casi addirittura in abissi tra le persone, come se un oceano si fosse posto tra loro, un oceano che non permette alcun contatto o comunicazione. In certe lontananze attecchisce il seme del risentimento, della rabbia o del rancore.
E poi ci sono distanze più benevoli, più serene e feconde. Ci sono distacchi che non provocano la morte della relazione ma un suo rinvigorimento, una rinascita o un rafforzamento. Certe separazioni possiedono il potere della ricarica, della sosta, del ristoro, della tregua in un rapporto complesso o della sospensione dalle fatiche del vivere. Allontanarsi talvolta consente di riprendere respiro, riacquistare lucidità, assumere uno sguardo più distaccato e sereno.
Tante lontananze hanno il gusto della nostalgia, della memoria, della fame di un legame da onorare nuovamente. Certe lontananze sanno di desiderio, di promessa, di aspirazione ed offerta, di credito e fiducia, di passione e lealtà.
Sono davvero strani i nostri legami: non tutto è come appare, non tutto è perfettamente decifrabile come un vocabolario in cui ogni parola trova il proprio significato. I nostri legami sono oggetti strani da interpretare, materia difficile da valutare, parole da chiosare con cura ed attenzione, consapevoli che in ogni amicizia, ogni amore, ogni affetto vi sono sempre tracce dell’informe.









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