rinascere

È questo eterno ricominciare che ci salva: il riprendere il cammino quando tutto sembra perduto, il rialzarci quando ogni forza sembra averci abbandonato, l’alzare lo sguardo quando la sconfitta e la disperazione ci sequestrano l’animo. Ci salva quella forza vitale che ci sussurra “ancora!”, “di nuovo!”, “riproviamo!”, “tentiamo nuovamente!”; quell’energia che riaffiora da qualche remoto ripostiglio dell’anima e genera entusiasmo, fiducia, slancio.

Forse, in fondo, ci salva la nostra umana irrazionalità, che non si accontenta di un no, che non si arrende di fronte a un fallimento, che insiste a vivere, sperare e tentare nonostante tutto e tutti. La nostra salvezza è quella cocciutaggine divina che rifiuta di accettare la sconfitta come ultima parola, l’umiliazione come destino o il fallimento come traguardo.

Che lo vogliamo o no, dentro di noi, nel profondo dell’anima, in un angolo recondito del cuore, c’è un desiderio compulsivo di vita, di avvenire, di nuovi inizi. C’è una pulsione verso il futuro, un radicale sbilanciamento che ci spinge ad abitare il domani, contro ogni ragionevole speranza, combattendo quella voce che ci sussurra “basta!”, “rinuncia!”, “abbandona!”, “fuggi!”.

Amo questo periodo di Avvento perché è un tempo in cui è possibile far risuonare e onorare quella voce di rinascita che colora la nostra vita. È un tempo di allenamento, di ascolto e resistenza affinché ricominciare, accogliere e abbracciare diventino i verbi più preziosi della nostra esistenza.

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