Hanno fatto il giro del web le foto dei supermercati canadesi che, dopo l’applicazione dei dazi doganali da parte degli Stati Uniti, esponevano cartelli con scritto “Buy Canadian Instead”, ossia “Compra Prodotti Canadesi in alternativa”. È stata la reazione dei consumatori, sostenuta dal governo di Ottawa, che si impegnavano a boicottare i prodotti di importazione statunitensi come ritorsione all’aggressività commerciale del suo presidente in carica.
Sottolineava quanto accaduto anche Michele Serra sulla sua Amaca quotidiana intitolata per l’occasione la “La casalinga di Ottawa”, per fare un po’ il verso alla famosa casalinga di Voghera di più nostrana origine.
Notava Serra che il gesto “rivela una sensibilità popolare non solo ben posta, ma solidamente applicata alla realtà materiale (poche cose sono più reali degli scaffali dei supermercati) e alla vita di tutti i giorni. La misteriosa “gente”, entità sempre poco verificabile, e per niente individuabile nella chiacchiera delirante e inaffidabile dei social, ogni tanto prende forma. Non solo la si vede e la si sente, ma si intende che lei stessa, “la gente”, finalmente si manifesta, come se scoprisse di esistere per davvero, e di contare quel tanto che basta per non sentirsi inesistente. E organizza qualcosa, anche piccoli gesti, che ha comunque un significato condiviso, molto leggibile, chiaro a tutti”.
Secondo Serra, in un periodo in cui ci sentiamo tutti vittime di un movimento di stravolgimento dell’ordine mondiale, verso il quale abbiamo poche cartucce da sparare, il popolo canadese ha mostrato una misura semplice, forse persino banale, con cui rispondere all’aggressività in circolo. Impossibilitati a far sentire la nostra voce in altro modo, abbiamo tra le mani un mezzo potente per esprimere il nostro dissenso: il carrello della spesa.
Tendiamo a sottovalutare il potere politico e, se volessimo, rivoluzionario dei nostri acquisti, la possibilità di fare scelte che sappiano dare voce a valori e atteggiamenti che riteniamo giusti e solidali.
Concordo con Serra: vedere quei cartelli esposti con la foglia d’acero rossa in bella vista trasmette un senso di sollievo perché lo slogan “Buy Canadian” accende una piccola e flebile luce nell’oscurità che ci circonda. Essa allude a una possibile resistenza, a un modo concreto e civile per rispondere alla prepotenza, un’opzione non armata per contrastare il sopruso.
Dovremmo ricordarcelo la prossima volta che mettiamo piede in un supermercato.









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