Questa mattina una cara amica ha condiviso sul suo stato WhatsApp una frase attribuita a san Giovanni Crisostomo. Diceva più o meno così: “i Magi non si misero in cammino perché avevano visto una stella, ma videro una stella perché si erano messi in cammino”. Non so quale sia la fonte reale di questa citazione, né se l’attribuzione sia filologicamente corretta. Ma, al di là dell’autore, credo che contenga una verità preziosa, capace di parlare alla vita di ciascuno di noi.
Siamo spesso portati a pensare che per partire serva prima una certezza, un segno chiaro, una direzione definita. Come se la vita dovesse offrirci in anticipo tutte le coordinate del cammino. E invece questa frase rovescia la prospettiva: non è la stella a generare il viaggio, ma è il viaggio a rendere visibile la stella. La stella del nostro cammino – l’orientamento dell’esistenza, la direzione che desideriamo dare alla nostra vita – si manifesta solo nella misura in cui accettiamo di lasciare il luogo calmo e rassicurante della nostra ordinarietà. Solo quando ci rendiamo disponibili a metterci in movimento, ad accettare l’incertezza, ad affrontare le avversità e a sostenere la fatica del camminare senza arrivare subito alla meta sperata.
C’è una parola italiana che ha una forte assonanza con la parola stella: desiderio. Viene dal latino “de sidera”, ciò che proviene dalle stelle. Non credo sia una semplice coincidenza linguistica. Il desiderio nasce proprio quando alziamo lo sguardo, quando sentiamo che la vita non può esaurirsi in ciò che già conosciamo e controlliamo. Quando ci mettiamo in cammino, è allora che ci scopriamo abitati da un desiderio più grande, da un’esigenza di pienezza, da un movimento interiore che ci spinge oltre noi stessi alla ricerca di qualcosa di vero e di prezioso.
È questa “stella–desiderio” che guida il cammino, che orienta i passi, che ci conduce in luoghi dove non avremmo mai immaginato di arrivare. Ma non appare nelle stanze comode della nostra tranquillità. Non si manifesta nella zona di comfort. Non brilla nella vita accomodata e immobile. La sua luce comincia a farsi vedere quando la vita diventa ricerca, quando l’esistenza si fa movimento, quando il tempo si trasforma in attesa di qualcosa. È nel momento esatto in cui compiamo il primo passo – quello che ci allontana da dove siamo – che la stella appare. Ed è allora che il desiderio si anima, si accende, e diventa capace di illuminare le nostre giornate come la promessa di un bene futuro.
Forse non dobbiamo aspettare di vedere la stella per partire. Forse dobbiamo partire per imparare a vederla.








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