i nostri dubbi

Non dobbiamo temere i nostri dubbi, quelle incertezze che ci portiamo dentro, quelle incognite che agitano il nostro cuore e la nostra mente.

Sono dei grossi “punti di domanda” che dobbiamo ospitare, spesso come parenti indesiderati, nelle nostre esistenze; sono delle zone grigie che resistono alla nostra ambizione di capire tutto, gestire tutto, avere tutto sotto controllo. Sono delle specie di zone franche della nostra onnipotenza: terreni inesplorati a cui la nostra ragione non può accedere.

La reazione istintiva è quello di espellere tali dubbi dalla nostra vita come corpi estranei, come fastidiosi nei che rendono la nostra immagine imperfetta, impura e quindi insopportabile. Tuttavia penso che, talvolta, i nostri dubbi, le nostre incertezze ed incomprensioni possono diventare degli efficaci motori di crescita, dei catalizzatori di progresso e maturazione.

I nostri dubbi ci dicono che le “verità di prima” non funzionano più e che ciò che ritenevamo assodato e pacifico assume ora l’aspetto del problematico, dell’enigma e dell’incognita. Ciò che non capiamo o che non comprendiamo più della nostra vita ci spinge ad andare oltre, a non accontentarci delle risposte di ieri, di quanto abbiamo sempre creduto e pensato.

I nostri dubbi, le parti di noi che non capiamo, sono un invito a crescere, a camminare, ad approdare ad una nuova e più ricca consapevolezza di noi stessi. Mi spaventano coloro che hanno sempre molte certezze e pochi dubbi: spesso è gente che resta ossessivamente aggrappata a ieri, a idee che con il tempo sanno di stantio.

I dubbi, i nostri dubbi, talvolta sono delle splendide occasioni per fare entrare aria fresca nella nostra vita.

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