scherzare con il fuoco

Confesso che inizio ad essere seriamente preoccupato per le sorti del nostro paese: dopo gli accadimenti di questi ultimi giorni ed i sondaggi elettorali recenti mi chiedo se abbiamo la consapevolezza che stiamo tutti scherzando con il fuoco e che la situazione economica istituzionale dell’Italia non consente gesti irresponsabili e scelte temerarie.

Non so se è chiara la percezione che è un attimo trovarsi in default, senza soldi per pagare stipendi pubblici e pensioni e con i nostri conti correnti bancari trasformati in soldi per il monopoli. Non è catastrofismo, basta alzare lo sguardo e guardare i nostri colleghi greci.

Abbiamo un debito pubblico spaventoso ed abnorme, il 130% del PIL. Significa che se per un anno destinassimo tutte le ricchezze prodotte dal nostro paese per pagare i nostri debiti, non salderemmo comunque l’ammontare totale. Questo debito pazzesco è finanziato da investitori italiani ed esteri che ci prestano soldi, scommettendo sulla nostra capacità di onorare gli impegni. Se questi investitori decidessero che non siamo più un paese affidabile e scegliessero di dirottare i propri investimenti altrove, beh credo che andremo tutti a “gambe all’aria”. E poi ci scandalizziamo se dobbiamo fare molta attenzione a quello che gli altri (istituzioni e investitori italiani ed esteri) pensano di noi! Per forza! Voglio vedere voi, se il vostro vicino di casa vi dovesse diecimila euro, se non sareste particolarmente attenti ed allarmati se lo vedeste comprare macchine costose, andare spesso in vacanza o, come abbiamo lasciato intendere noi, facesse capire che non è molto intenzionato a ripagarvi. E pensate alla vostra reazione se, parlando con il vostro vicino, questo vi rispondesse “Io sono padrone in casa mia!” “Certo – direste voi – ma non con i miei soldi! Restituisci il debito e poi fai quello che vuoi!”  gli direste ed avreste perfettamente ragione.

Comprendo bene che la situazione sociale è pesante… non stiamo qui a dircelo… e tuttavia attenti perché potremmo ancora peggiorare se non gestiamo con cura e attenzione i nostri conti…

Assomigliamo molto ad un malato di cancro che sta facendo la chemioterapia e che, a causa di intensi effetti collaterali, è tentato di mollare le cure, perché, secondo lui, gli fanno male. Comprendo che l’alternativa alla nausea e ai dolori della terapia possa apparire allettante. Ma siamo certi che nel giro di qualche mese le conseguenze non sarebbero decisamente peggiori?

 

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