In viaggio – 2

La porta stretta.

Ogni viaggio si scontra prima o poi con una porta stretta, sia esso il viaggio della vita o quello della storia. C’è spesso un angusto pertugio che blocca la via e che chiede di essere attraversato con fatica e sofferenza. In questi momenti occorre abbassare il capo, ridurre la propria arrogante altezza e sforzarsi con tenacia e fortezza di percorrere quel doloroso valico, per non restare fuori, per non venire recisi dall’ordito della vita e non restare esclusi dalla fraternità umana.

Quanto dolore lascia quella tremenda attraversata! Quante cicatrici insanabili consegna all’esistenza!

Accade che sia una malattia, un dubbio, una separazione o un fallimento. Oppure una sconfitta, una delusione o il crollo dei nostri sogni personali o collettivi.

Accade pure che siano drammi comunitari, in cui sono le membra di un intero popolo ad essere irrimediabilmente piagate. Ne sa qualcosa il fiero popolo armeno che sente ancora oggi con straziante sofferenza le cicatrici di un genocidio che resta come un inconcepibile olocausto della sua storia.

É dura integrare questo ricordo nella memoria collettiva così come non è semplice accogliere queste porte strette nella nostra esistenza.

L’unica salvezza é abitare quel dolore ed abbracciare quella sofferenza, come una spina che ci trapassa il cuore. Ogni giorno.

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