a volte ritorna…

Sento dai giornali e dalle dichiarazioni dei politici che sta nuovamente prendendo piede la proposta del blocco navale per risolvere il problema dell’immigrazione. Ci sta: finita (o forse no) la crisi sanitaria ed ormai assuefatti alla guerra in Ucraina, una rispolveratina all’evergreen “immigrazione clandestina” fa sempre notizia e trova il suo bel spazio in TV e sui giornali. D’altra parte un nemico bisognerà pur averlo e se il piccolo virus o il dittatore russo hanno perso il loro appeal, la paura dell’invasione degli stranieri mantiene sempre il suo fascino.

Mi piacerebbe tuttavia capire bene come funziona questa proposta. Voglio dire: va bene schierare la nostra marina a difesa delle nostre coste ma forse servirebbe chiarire qualche punto che, parlo per me, mi paiono poco chiari. Mi spiego. Prendiamo la Libia: allora muoviamo le diverse navi della nostra flotta verso sud del mediterraneo, di fronte alle coste della Libia, in acque internazionali immagino. Ora il solito barcone di disperati tenta di arrivare in Italia e viene intercettato dalla solerzia dei nostri militari che intimeranno di tornare indietro. E poi? Immagino che chi ha sfidato la sorte e la morte per fare quel lungo viaggio non si fermi di fronte a degli ammonimenti verbali. Quindi che si fa? Si spara? Oppure si fa muro e non li si fa passare? Ma fino a quando? Fino a quando non muoiono di fame sotto i nostri occhi? Oppure si prendono a bordo, ma poi per portarli verso dove? Difficile capire dove riportare la gente se non sai da dove è partita, almeno di non poterla identificare. E se nel mentre la barca con gli immigrati affonda, che si fa?

È suggestiva l’idea di schierare la potente flotta navale italiana per combattere i barconi che arrivano sulle nostre coste ma come poi la mettiamo con il buon senso, la legge del mare, la legge civile e la nostra coscienza?


Una risposta a "a volte ritorna…"

  1. Unico dubbio e’ che proprio oggi in Cina sono tornati in lockdown milioni di persone… forse il virus non e’ ancora cosi’ lontano… del resto parlare di futuro con un progetto sull’energia richiede fatica e un po’ di intelligenza per non essere subito smontati… meglio parlare di qualcosa che la gente capisca al volo… anche se e’ una cavolata infattibile….

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