Monica

Quando penso a Monica, mi torna alla mente un piccolo cristallo di diamante: limpido, resistente e poliedrico.

Il primo aspetto che mi ha da subito sorpreso ed affascinato di lei è stata la sua naturale trasparenza: quando la incontri e le parli, Monica ti appare come un libro aperto. La sua spontaneità e franchezza sono strabilianti e destabilizzanti. Comprendi di aver di fronte una persona vera, autentica, coerente e sincera: ha l’occhio limpido di chi sa darsi con generosa, libertà e semplicità, senza retropensieri, senza inganni o secondi fini. Quello che è lo vedi subito: non indossa maschere, non elabora strategie difensive o, peggio ancora, diversive. Penso che sia una persona talmente riappacificata con se stessa che non sente il bisogno di recitare o di vendersi. Sono come quelli straordinari capolavori della pittura, che non necessitano di cornici suntuose o accattivanti; basta il dipinto a catturare lo sguardo ammirato del pubblico.

Ma questa cristallina trasparenza non deve far dubitare della sua solidità: Monica è una pietra preziosa, non un comune pezzo di vetro, che si frantuma alla prima pressione. La percepisci subito come una persona solida, resistente, quasi granitica. Tuttavia la sua non è una solidità spigolosa ed aggressiva, tutt’altro. Sa essere molto dolce e conciliante, anche se mai accondiscendente o opportunistica. Questa sua singolare solidità è un grande dono per le sue amicizie: senti che a lei ti puoi appoggiare, che resiste agli eventi della vita, che regge colpi e contraccolpi. È raro trovare persone così “radicate”. Sì, perché questa solidità non nasce da una crosta superficiale, che col tempo si è costruita per difendersi; il segreto di questa stabilità è il nucleo incandescente della sua interiorità, quel punto remoto dello spirito dal quale tutto prende origine e consistenza. La sua forza gentile assomiglia molto alla dignitosa fierezza di quelle donne straordinarie delle quali tessa le lodi il libro della Sapienza: donne dalla affidabile tenacia e dalla robusta fede.

Quando ti avvicini a lei però devi essere pronto allo spaesamento cromatico che ti assale. Monica, come ogni vero diamante, sa riflettere la luce in mille modi diversi. Si potrebbe dire che la sua non è una solidità statica, ma dinamica: riflette colori e voci con una singolare policromia di suoni. La luce è filtrata attraverso la sua composta e multiforme interiorità e ti viene restituita con tonalità e sfumature che nemmeno immaginavi.

Monica è così: misteriosamente complicata. Ogni incontro, ogni colloquio porta i tratti di un’amicizia rassicurante e fedele e, allo stesso tempo, di un’esperienza di spaesamento e di novità. Non è semplice tenere insieme questi tratti tanto opposti: ci vuole forza e coraggio. Ma è nel suo animo che queste forze, apparentemente contrapposte, trovano una meravigliosa, quanto unica, condensazione

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