come Elia nel deserto

La vita, soprattutto nei momenti di fatica, ti mette accanto persone preziose, che sbocciano come un germoglio inaspettato nelle giornate cupe dell’esistenza e nel deserto arido che ti circonda. Entrano nella tua vita in punta di piedi, con delicatezza e premura, preoccupate di non dare disturbo e di non arrecare fastidio o intralcio. Sono spesso persone a cui non avresti mai pensato, talvolta conosciute da lontano o persino perfette sconosciute, sicché ti meravigli di come questo incontro possa essere accaduto. La loro presenza infatti ha i tratti della sorpresa e talvolta addirittura del miracolo, giacché sarebbe stato impensabile un vostro incontro in circostanze normale e consuete, mentre proprio le circostanze avverse hanno saputo propiziare il ritrovo. Stupiscono la discrezione ed il tatto che accompagnano i loro gesti e le loro parole, quel fare prudente e premuroso che anima ogni loro pensiero ed azione.

Ricordate la vicenda del profeta Elia? Egli è in fuga nel deserto da calamità e persecuzioni e si rifugia disperato sotto una ginestra, auspicando per sé una morte imminente. È allora che un angelo lo sveglia dal tuo torpore mortifero per invitarlo alla resistenza: “Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò”. L’inviato di Dio non lenisce la fatica, non toglie la sofferenza, non rimuove il dolore ma offre quel poco d’acqua e quel pezzo di pane sufficienti per restare in vita. In fondo non accadono miracoli, non succedono fatti eclatanti o stupefacenti: solo una focaccia cotta ed un orcio d’acqua…nulla di più… eppure quel poco cibo è quanto permette di restare in vita, di non rinunciare alla lotta, di non interrompere il cammino.

Ecco, queste persone sono proprio così, gente semplice ed ordinaria, che offre solo pane ed acqua ma è proprio quel nutrimento che ti serve per continuare il viaggio. Resto convinto che questi “angeli” misteriosi siano una carezza gentile che la Vita, con la sua parca munificenza, ti dona; sono riverberi della sua parsimoniosa ma sicura Provvidenza.  Queste persone sono coloro che invitano ad alzarti, a non mollare il colpo, a non cadere nella disperazione, che sanno mantenere vivo un sussulto, un anelito di vita, quando tutto attorno a te è tinto di disperazione.

Queste benedette persone non fanno grandi discorsi, non scodellano sofisticati ragionamenti ma ti raggiungono con un invito che suona molto come un ordine: “alzati!”. È  la Vita che attraverso loro tocca il tuo cuore e ti regala un poco di consolazione. Proprio come Elia nel deserto.

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