una cena tra amici

Ci sono episodi ed incontri che ti riportano indietro nel tempo, che ti fanno rivivere cose passate, esperienze legate alla tua gioventù, quando il peso degli anni era molto più leggero e la vita la potevi affrontare con spensieratezza ed un po’ di sfacciataggine.

A me è successo l’altra sera in una piacevolissima cena con alcuni compagni del liceo, con cari amici che non vedevo da tempo immemore e che, come un dono inatteso, sono ricomparsi nella mia vita. Insieme ai loro volti un po’ invecchiati e alle loro parole, si sono riaccesi ricordi del passato, brevi ma intensi flash su quello che eravamo, su quello che insieme abbiamo vissuto e sperimentato. Sono come echi dal passato a cui serve tempo e pazienza per riprendere forma. A volte restano lì impressi, come tracce un po’ confuse nella memoria, come sentimenti indefiniti o vaghe percezioni, ed è solo grazie alla vicinanza fisica di questi vecchi compagni di viaggio che tutto questo passato, seppellito sotto il peso degli anni, riaffiora con sempre maggiore chiarezza.

E così riemergono episodi, racconti, fatterelli banali ed eventi importanti, incontri, discorsi e battute, risate, divertimenti, paure e preoccupazioni; insomma emerge un mondo intero, un mondo che era il “tuo” mondo, quello in cui sei cresciuto, quello che ti ha formato e ti ha fatto diventare quello che sei ora. In fondo in fondo, al di là di tutto, riaffiori tu, quello che eri, il giovane che sei stato, la persona che ha preparato e anticipato quello che sei adesso.

Confesso che fa sempre una certa impressione rivedere se stesso attraverso le parole e la vita di altri; in particolar modo di coloro che con te hanno attraversato una particolare fase della vita. La bellezza di incontrare certe persone forse non dipende solo dalla possibilità di ritrovare vecchi amici,  ma è legata al fatto che insieme a loro ti viene restituita una parte di te stesso, un pezzo della tua vita che magari avevi dimenticato o rimosso.

Non è mai una cosa facile guardarsi indietro perché inevitabilmente si impone il paragone con chi sei oggi e con quello che sei diventato. È proprio questo inesorabile confronto che ti inquieta e ti eccita, ti preoccupa e ti conforta. Il raffronto tra chi eravamo e chi siamo non è mai qualcosa di facile o definito, perché in fondo sottende ad un’altra comparazione, che quella che lega ciò che sognavamo di diventare con quello che abbiamo effettivamente realizzato.

Quella cena, così cordiale e serena, penso abbia risvegliato in ciascuno di noi il desiderio di chiedersi: “Dove sono arrivato? A che punto sono? Quanto ho saputo realizzare dei sogni che mi animavano?”

Insieme a questi dubbi penso che quel pasto abbia pure acceso lo stupore e l’ammirazione per i traguardi, piccolo o grandi, che ciascuno di noi ha tagliato, quei significativi o minuscoli obiettivi che ognuno ha conquistato: siano essi una più profonda maturità personale, una arricchita crescita relazionale ed affettiva, un avanzamento professionale o altro.  Ammetto che è davvero sorprendente quanto ognuno di noi è “progredito nella vita”, portando il peso di responsabilità genitoriali, onerosi ruoli professionali sociali ed imprenditoriali insieme a fatiche e fragilità umane.

Una cosa me l’ha insegnata questa gradevole cena tra vecchi amici: che la Vita spesso ti conduce là dove mai pensavi che saresti arrivato; ti porta in luoghi che mai e poi mai avresti sognato o immaginato; che essa è stata capace di realizzare i tuoi sogni, ma non nel modo che tu pensavi o che prevedevi. Alcuni traguardi sono restati “sogni nel cassetto”, belle aspirazioni rimaste tali. Se ti concentri solo su queste mete “irraggiunte” potrebbe anche sorgere un po’ di rammarico e di delusione. Il segreto sta nel contemplare come gli anni trascorsi, tra fatiche e gioie, non ci hanno lasciato dove eravamo, ma ci hanno fatto crescere, maturare, cambiare; e che siamo tutti in viaggio, tutti in perenne cammino, tutti protesi verso una meta che nessuno di noi conosce ancora con chiarezza.

Un pensiero su “una cena tra amici

  1. Ci siamo lasciati a 19 anni..e ne sono passati altri 27..ognuno di noi ha vissuto e sta vivendo più o meno consapevolmente una ricerca. .chi sono veramente? Qual’è il mio posto nel mondo? Come posso dare senso e pienezza alla mia concreta esistenza? È vero siamo ancora tutti in cammino verso questa meta! Cammino che abbiamo condiviso e che ci ha accompagnato e sorretto proprio negli anni in cui si incominciava a percepire la propria solitudine, la propria fragilità..ma insieme abbiamo iniziato a sognare.

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