un piede davanti all’altro

Oggi è stato il posto 5F ad ospitare il mio viaggio verso Amsterdam, un volo tutto sommato veloce, al termine di una giornata un po’ movimentata.

Confesso che non è stato facile partire questa volta: un po’ di problemi a casa hanno reso questo viaggio un poco gravoso, tanto che esso non è stato accompagnato dal solito entusiasmo, che invece aveva animato le precedenti spedizioni. Succede… nulla di strano o di preoccupante… solo un po’ di più di fatica e di sforzo per fare la valigia, preparare il materiale necessario per i meeting, raccogliere le cose ed organizzare il viaggio.

C’è un momento che, in queste situazioni, risulta particolarmente faticoso: è l’attimo che ti porta fuori da casa, quel movimento iniziale grazie al quale le successive esperienze prendono avvio. Quando poi sei “in corsa”, le cose scorrono più fluide e serene, ma quel momento iniziale ti si mostra davanti come un muro sempre un po’ difficile da scavalcare. Generalmente vengo assalito da preoccupazioni, paure, dubbi, titubanze, incertezze, perplessità, senso di inadeguatezza e ansia da prestazione… tutte cose che poi, una volta iniziata la corsa, evaporano e si dileguano con grande rapidità.  È sempre il “prima” che genera paura; il “mentre” si mostra più facile di quanto temevi.

Non succede così anche nella vita? Credo sia un po’ il miracolo e la fatica di ogni inizio, il mistero di ogni cominciamento.

Le cose iniziano perché quella forte resistenza iniziale è stata vinta, perché quell’attrito che impediva il movimento è stato superato e così il processo ha potuto prendere il via. La rottura della quiete iniziale è sempre un atto oneroso ed impegnativo:  si tratti del primo passo di una relazione, del primo giorno di scuola o di lavoro, della prima pagina di un libro da scrivere o da leggere, dei i primi chilometri in bicicletta o dei primi minuti di una partita di basket.

Ogni cominciamento si origina sempre da un atto di frattura, di discontinuità, di innovazione; un atto che ha posto fine ad uno stato di cose ormai consolidato, per aprire le porte alla novità, all’imprevisto, a quell’accadimento che, per sua natura, è imponderabile e destabilizzante.

L’inizio di un viaggio, sia esso fisico o simbolico, ha il potere di intimorirti, se guardi davanti a te tutto il percorso che ti aspetta. Esso diventa più rassicurante ed amichevole quando smetti di mirare al tragitto tutto intero, ed inizi, con pazienza e fiducia, a mettere semplicemente un piede davanti all’altro.

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