avete preparato l’albero di Natale?

Ogni anno, nel week-end dell’Immacolata, la mia casa si riempie di addobbi natalizi: i presepi, l’albero di Natale, luminarie, decorazioni floreali, centri tavola a tema e candele. Nulla di eccessivo o pacchiano: una cosa semplice e sobria, come è un po’ lo stile del nostro vivere la casa e la famiglia. Mia moglie è l’anima di questa “atmosfera” natalizia, e coinvolge sempre i nostri figli che, devo ammettere, si lasciano interessare volentieri da queste attività.

Simona si occupa di noi tutto l’anno: cucina, lava, stira, ci fa trovare le cose pronte da indossare nei cassetti, si occupa di noi e dei nostri bisogni con una dedizione onestamente imbarazzante e decisamente destabilizzante. Eppure, nonostante tutto questo duro lavoro, lavoro di “sostanza” e essenziale per la nostra vita familiare,  trova tempo ed energie anche per occuparsi di cose apparentemente meno “importanti”, cose che potremmo pensare futili, superficiali, accessorie.

In fondo si vive bene lo stesso anche senza l’albero di natale o senza il centrotavola dal tono natalizio, senza luci o statuine del presepe sul mobile. Tutte queste cose paiono davvero abbellimenti superflui e, in una certa misura, “inutili”.

Tuttavia, osservando tutte queste cose sparse qua e là per la mia casa mi chiedevo: ma l’amore non è forse questo? Prendersi cura anche di ciò che non serve, di ciò che non cade nel recinto dell’utile, del funzionale, del necessario? L’amore non è la capacità di andare “oltre” il bisogno per custodire il desiderio, per vivere l’eccedenza, l’abbondanza, per dedicarsi a cose che sono talmente vitali e indispensabili da sembrare inutili?

Amare non significa forse prendersi cura dei dettagli, delle sfumature, dei piccoli inutili particolari? Amare non significa forse rivolgere la propria attenzione a quelle cose talmente “minime” che diventano capaci di fare la differenza? Sì, penso davvero che l’amore stia nei dettagli, in quelle minuscole finezze che raccontano lo stile di una persona, il suo tono, le abitudini che hanno preso dimora nel suo comportamento.

Amare non è solo fare, ma fare con raffinatezza e precisione, con dolcezza e cura, è badare anche a quello che “non serve” ma che fa la differenza, a ciò che è talmente “inutile” da risultare vitale e radicalmente necessario.

Ecco quest’anno ho capito questo: che quel presepe preparato con cura sul mobile o quel fiore messo al centro della tavola raccontano qualcosa di importante. Essi testimoniano che l’amore, quello vero, è eccedente, non bada a spese, non si ferma al necessario ma ama lo spreco, l’abbondanza, e si cela, come una piccola preziosissima perla, dentro i mille dettagli della nostra esistenza.

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