AY1751

Che meraviglia! Sono le 6:30 del mattino, dopo una notte praticamente insonne, per paura di non svegliarsi e di perdere il volo. Mi trovo di fronte al gate numero 24 dell’aeroporto di Helsinki, con davanti un buonissimo croissant al cioccolato ed una tazza di caffelatte che mi è costata un patrimonio. Nonostante gli occhi pesanti e la mente addormentata non resisto alla tentazione di prendere blocco e penna dallo zaino e raccontare questa atmosfera surreale di prima mattina.

L’aeroporto è pienissimo di gente. Non mi aspettavo tutta questa calca alle 6:00 di mattina di un giovedì lavorativo. Poi ho capito: sono circondato da frotte di vacanzieri, in attesa di “prendere il volo” (e non solo fisicamente) per il periodo natalizio. La maggior parte di loro non è più giovanissima, e, in questi giorni, rimpiazza il tradizionale e consueto popolo di lavoratori, uomini di affari, studenti e professionisti che solitamente trovi in aeroporto.

Fuori, manco a dirlo, è buio pesto e sarà così almeno fino alle 9:00 o alle 10:00; in realtà non saprei dire con precisione l’ora esatta perché qui ci si alza col buio, si entra in ufficio col buio, si esce dall’ufficio sempre col buio e allo stesso modo si termina la giornata.

Ma la cosa più carina di tutta questa strana atmosfera è questa fantastica bambina finlandese che mi si siede di fronte: capelli bianchissimi e finissimi, due codini sopra le orecchie ed un sorriso disarmante. Incurante dell’ora e del clima un po’ sonnolento che la circonda mostra una vivacità sorprendente. Stuzzica il padre che le sta seduto di fronte con un motivetto, che ovviamente non comprendo, non appena questi dedica un po’ troppa attenzione al suo amico seduto vicino, trascurando, solo per qualche secondo, la vispa figlioletta. Basta guardarla per pochi secondi, agitarsi sulla sedia per riconciliarsi con la vita e lasciare preoccupazioni e pensieri della giornata. Arriva la mamma, una corpulenta donna finlandese giovanissima e dai capelli nerissimi, strani per queste zone; la prende in braccio e, insieme al marito, si spostano verso il loro gate.

Ecco: devo muovermi anch’io… stanno chiamando il mio volo…

Ah, dimenticavo: Buona giornata e buon Santa Lucia a tutti i bambini, italiani e finlandesi che siano!

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