verso l’altro

Quando amiamo qualcuno, un compagno, un figlio o un amico, inevitabilmente riversiamo su di lui una serie di attese, di aspettative e di sogni. Sogniamo l’altro come ci piacerebbe che fosse, in sintonia con le voglie del nostro cuore.

Una moglie la vorremmo sempre bella, attraente, premurosa e disponibile; un figlio diligente e volenteroso, intelligente e capace; un amico magari lo preferiamo sincero e simpatico, comprensivo ed empatico. Il nostro amore non è mai qualcosa di obiettivo e neutro. Amare non è un verbo che si declina al tempo presente: c’è sempre un “futuro” del nostro amore, un attesa, uno sbilanciamento e talvolta anche un sogno.

Eppure non di rado accade di riconoscere che l’altro non è all’altezza dei nostri sogni e non è al livello delle nostre aspettative. E così ci accorgiamo che la bellezza dell’altro non si rivela in sintonia con i nostri gusti ed i nostri pensieri Non è che questo sia un male… l’altro è sì perfetto, ma non secondo la nostra misura bensì secondo la sua.. L’altro, chiunque esso sia, è bello, ma di una bellezza tutta sua, originale, unica ed irripetibile.

Quando appare questo divario incolmabile, tra la verità dell’altro ed il nostro sogno su di lui, si rischia la delusione e l’amarezza: l’altro pare come tradire la sua promessa di bene nella nostra vita, quasi perdesse consistenza e valore. Ebbene sì: l’incontro con la cruda realtà dell’altro spesso ci ferisce, ci turba ed inquieta. Esso sconvolge, come un temporale estivo, quella capanna di paglia nella quale avevamo fatto dimorare i nostre sogni.

Eppure è proprio questo incontro, così urticante ed irritante per le nostre attese, che rende possibile l’amore. L’amore è prendersi cura di qualcuno che è radicalmente diverso da noi, qualcuno che disorienta le nostre prospettive, confonde le nostre speranze, che si trova sempre altrove rispetto ai nostri sogni.  Amare non è rispecchiarsi nella similitudine dei volti ma lasciarsi destabilizzare dalla loro alterità eversiva e spaesante.

L’amore è questo gioco strano ed incomprensibile alla ragione per cui il “diverso” diventa amabile, lo straniero familiare, il dissimile seducente ed affascinante. Solo così l’amore conosce l’esodo da sé, quel viaggio che ci porta ad esplorare terre straordinarie e a calpestare terreni inauditi.

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