Dove sei?

“Dove sei?” chiede oggi Dio ad Adamo nel racconto di Genesi. Mamma mia che domanda! Forse solo Dio può fare una domanda simile. “Dove sei?” pare una domanda ingenua, semplice, diretta… eppure è una domanda che disorienta, che destabilizza e che, in un certo modo, inquieta.  

Quelle due semplici parole arrivano come una fucilata in pieno petto, come uno schiaffo dato a viso aperto. È un interrogativo che Dio pone ad Adamo, ma, siamo onesti, lo sentiamo come diretto a ciascuno di noi. “Dove sei? Dove siamo?”

È difficile sfuggire alla nudità di questo quesito, giacché proprio la sua schiettezza lo rende difficilmente aggirabile. È complicato addurre scuse, trovare scorciatoie o vie di fughe. Inutile inventarsi perifrasi o elaborate circonvoluzioni: questo interrogativo, proprio nella sua semplicità, giace come una pietra difficilmente scansabile dal nostro cammino. Che lo si voglia o no, su quelle due paroline ci si inciampa e si rischia pure di cadere.

Perché, vedete, quelle due parole in realtà ne richiamano immediatamente altre due, forse meglio quattro, che fanno loro compagnia: “Da dove vieni?” e “Dove vai?”. In fondo, se la vita è movimento, chiedere la “posizione” implica necessariamente anche interrogarsi sulla provenienza e sulla destinazione…e lì le cose si fanno davvero complicate.

“Dove sei?” è un invito a fare il punto della situazione, a tracciare un veloce bilancio, a compiere una rapida valutazione della nostra esistenza: dove mi trovo? Dove sono arrivato nel mio cammino? Quanti desideri ho realizzato? Quante cicatrici segnano il mio volto? Quanti incontri ho celebrato, quante mani ho toccato, quanti sguardi incrociato?

Ma fermarsi a riflettere è già porre queste domande dentro ad una storia, dentro un passato che mi ha generato e dentro un futuro verso cui sono rivolto. Ecco perché chiedere “dove sei? è già assumere uno sguardo panoramico, capace di abbracciare ieri, oggi e domani.

Quelle due parole si rivelano capaci di scavare il solco del dubbio, come le tarme sanno fare anche con il più solido dei legnami.

Dobbiamo fare molta attenzione a certe domande facili facili, che, miti ed ingenue, entrano nel nostro cuore come innocui ospiti. Rischiano, primo o poi, di esploderci dentro, come la più astuta delle armi.

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