la danza di domani

Alcune persone ti colpiscono per un tratto particolare del loro volto, del loro carattere, della loro gestualità o della loro parola. Altre invece è più il colpo di insieme che ti affascina e ti intriga. Per questi la bellezza è più diffusa, come una specie di “polvere magica” che si deposita su tutto, senza che un aspetto specifico emerga con chiara evidenza. È il caso di Davide: il suo fascino e la sua grazia non ha un dettaglio a cui aggrapparsi o una particolarità da cui emerge; è qualcosa che avvolge la sua persona in modo uniforme e, a suo modo, misterioso.

Davide ha tratti gentili e acerbi, tipici della sua giovanissima età, modi educatati e calmi ma che tradiscono l’irruenza e l’energia che cova sotto la sua pelle.  Lo sguardo ha qualcosa di enigmatico, di denso e stimolante: gli occhi brillanti e vivace palesano una intelligenza vivida, non comune, di chi è capace di osservare le cose penetrandole da dentro, di chi non si ferma alla superficie né si accontenta di ciò che resta sulla crosta.

È una sensazione che ho avuto anche parlando con altri giovani, più o meno della sua età: dialogando con loro hai la chiarissima sensazione che i loro occhi vedono cose che tu manco riesci ad intravedere; è come se la tenerissima età regalasse loro la capacità di guardare il futuro con straordinaria profondità e lungimiranza. Ti accorgi subito che tu, con il peso dei tuoi anni, fatichi a star loro dietro. Certo, il tuo è uno sguardo maturo, riflessivo, ponderato, ma che manca di quello slancio, di quell’ardore, di quella sfacciataggine e irriverenza che vedi negli occhi di Davide. Davide, e i suoi coetanei con lui, è come se vedessero il futuro davanti a sé come una concreta promessa, come un avvenire possibile, come un orizzonte che si avvicina. Resti sbalordito da questo desiderio di futuro che abita nel suoi cuore, da questa voglia di domani che alberga nei gesti e nelle parole.

Assomigliano a quei giocatori di azzardo che sanno di avere avuto la “dritta giusta” sulla prossima corsa di cavalli: essi guardano al futuro con la sfacciataggine di chi sa come andrà a finire, di chi sa lanciarsi nel domani con fiducia e speranza.

In fondo credo che Davide abbia ragione: lui avrà la grazia di abitare quel futuro che noi solo intravediamo, di vivere da protagonista il domani che avanza, di ballare festoso al ritmo di una danza di cui noi adulti non immaginiamo neanche un passo.

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