deviazioni

La cultura della prestazione, dell’efficienza, della resa è divenuta talmente pervasiva che è giunta ad intaccare il mondo dei nostri affetti, dei nostri legami, dei rapporti caldi ed identificanti della nostra vita.  Sicché, quasi inconsciamente, siamo portati ad applicare i medesimi criteri che useremmo per valutare un’impresa economica anche per ciò che economico non è.

Immaginiamo (o , forse sarebbe meglio dire, ci illudiamo) che le cose della nostra vita debbano andare con una logica di perenne crescita, accumulo, avanzamento, progressione e successo. Riverberano un po’ in questi nostri pensieri il mito illuminista del dio Progresso, di quel cammino radioso verso il continuo miglioramento della nostra vita, della società e della comunità umana.

Giungiamo così a percepire come “estranee” e fastidiose tutte quelle esperienze di pausa, di fallimento, di crisi, di ripensamento che in realtà attraversano in abbondanza le nostre esistenze ed i nostri rapporti. Viviamo questi momenti “down” come se fossero degli usurpatori illegittimi del tempo dedicato alla nostra crescita, come intralci insopportabili al raggiungimento dei nostri obiettivi.

Peccato che, in questa nostra precomprensione post-modernista, non ci rendiamo conto che questi fastidiosi “accidenti” sono il cuore di ogni processo formativo ed evolutivo. Non c’è crescita senza l’incidente, la deviazione, l’approssimazione progressiva, senza l’interruzione o la caduta, senza il dubbio o le incomprensioni.  Sono questi i momenti capaci di generare progresso e cambiamento: sono le crisi indigeste che patiamo il grembo da cui nascono nuove consapevolezze, nuove opportunità, identità riconciliate e serene. Nessuno cresce senza attraversare la fatica e la sofferenza di questi momenti bui, in cui ci è chiesto di riprenderci in mano, di riappropriarci della nostra consistenza, di maturare una nuova fiducia in noi stessi e nella Vita. Sono queste esperienze grigie che sanno essere grembo di novità per la nostra vita e per i nostri affetti. Con buona pace di tutti i moderni illuministi…

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