ma quale crisi!

Altro che crisi! Secondo il Global Wealth Report prodotto dalla banca svizzera Credit Suisse la ricchezza mondiale è letteralmente esplosa del 27% dallo scoppio della crisi finanziaria ad oggi. Pensate che solo nell’ultimo anno il numero dei milionari è cresciuto di 2,3 milioni, arrivando a toccare la quota di 36 milioni di persone. Questo “nazione di pochi eletti” vanta una popolazione simile alla Polonia ma detiene un patrimonio di 130 miliardi di dollari accantonati… roba da far girare la testa…

Quindi tutto bene? Mica troppo, se pensiamo che se nel 2008 l’1% della popolazione possedeva il 42,5% della ricchezza mondiale, questo stesso 1%, dopo dieci anni, ne possiede il 50,1% (circa 140 miliardi di dollari). E il restante 99% della popolazione mondiale? Beh, si accontenta del resto: a parte un 30% che si trova in una situazione di relativo benessere, c’è un 70% della popolazione che detiene solo 2,7% della ricchezza! Se vi siete persi in tutti questi numeri, Il tutto è facilmente riassumibile: 1 persona su 100 detiene metà della ricchezza mondiale; 70 persone su 100 solo un 3% scarso… tutto qui…

Secondo l’analisi dell’austero istituto elvetico “Tale incremento riflette i guadagni realizzati su vasta scala nei mercati azionari, in combinazione con incrementi analoghi in campo non finanziario, che per la prima volta hanno toccato livelli superiori a quelli del 2007, anno precedente alla crisi“. Pare quindi che tutta sta penuria nel mondo non ci sia, se gli indicatori economici sono così rosei…

Ma è evidente l’insidia che si nasconde dietro i numeri: se la ricchezza globale è cresciuta enormemente, la sua distribuzione è peggiorata della stessa misura. Sempre meno persone hanno molta ricchezza e sempre una più ampia platea di uomini si deve accontentare degli avanzi. Insomma, una moderna parabola di Lazzaro e del ricco Epulone: anche oggi c’è una mensa a cui si siede solo una limitassima parte di umanità ed una vasta porzione che è destinata, come il povero Lazzaro, a nutrirsi delle briciole che cadono dalla tavola dei commensali. Ma se, nel racconto evangelico, c’era un povero per ogni epulone, oggi la proporzione è di un mangione ogni settanta derelitti.

E poi qualcuno si chiede come mai tutte queste guerre, migrazioni, tensioni e lotte… voi che ne dite?

Queso mio articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre dell’inserto de Il Cittadino Diaologo

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