verso casa

C’è una strana aria in metropolitana quando si avvicina il Natale: senti che qualcosa non è come al solito, che c’è un atmosfera di festa, c’è allegria sui volti… non saprei spiegare bene ma hai la chiara percezione che si avvicina un tempo speciale. La cosa che mi sorprende maggiormente è la quantità di valigie, borse, zaini, trolley etc. che la gente si porta appresso in questo periodo: sono persone che si mettono in viaggio per tornare a casa o per andare a trovare genitori, amici e parenti nei loro luoghi di residenza. Eh sì, perché si sa: Natale con i tuoi….

Pensavo che è bello questo “esodo verso casa” che caratterizza una città come Milano che, per ragioni di lavoro, ospita moltissime persone che provengono dalle più disparate zone di Italia. Le feste natalizie sono una buona occasione per consolidare le proprie radici, per incontrare chi, durante l’anno, si è visto poco e per tornare là dove la nostra storia ha avuto inizio. Poi la vita, per varie ragioni, professionali o sentimentali, ti ha portato altrove ma ogni tanto fa bene ricordarsi da dove si viene, dal luogo che ci ha generato e nel quale ritroviamo una parte importante di noi stessi.

Tornare a casa non è solo spostarsi fisicamente da un luogo all’altro ma è rivedere dei volti, riassaggiare dei sapori, sperimentare odori domestici che avevamo forse dimenticato; è riprendere vecchie usanze ed abitudini, dormire nel letto che ci aveva ospitati per anni, ritrovare oggetti ed ambienti familiari che sono purtroppo usciti dalla ferialità della nostra vita. In fondo tornare a casa è ritrovare un contatto con la propria storia, riabbeverarsi alla fonte della propria esistenza.

È proprio per questo che amo osservare in metropolitana queste persone “in partenza” ed immaginare gli innumerevoli posti a cui faranno ritorno: il lungo viaggio che dovranno fare, l’attesa dell’arrivo ed infine gli abbracci di benvenuto, quegli occhi che non si vedono da tempo e che ti dicono, umidi, “bentornato a casa!”

Parrà strano ma le valigie sulle metropolitana mettono una nostalgia di casa, di quel luogo in cui possiamo calare le difese ed essere, semplicemente ed umanamente, noi stessi.

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