riavvolgere la pellicola

Ieri ho imparato una cosa importante. E cioè che talvolta possiamo migliorare e crescere non focalizzandoci nevroticamente sui nostri difetti, ma sperimentando la possibilità di essere persone diverse.

Mi spiego: con i ragazzi del basket abbiamo iniziato la seconda fase del campionato federale, che ci vede impegnati contro squadre più omogenee al nostro livello; sicché è difficile che si possa giocare contro squadre “materasso” che batti senza troppo sacrificio.

Purtroppo l’inizio di questa nuova fase, per le mie giovani promesse, non è stato dei migliori: in campo vedi poca grinta, poco impegno e determinazione. Dato che la cosa sta diventando un po’ troppo frequente occorre intervenire per smuovere un po’ la situazione. Spinto un po’ dal mio caratteraccio e dall’impulsività, io avrei fatto un intervento “a gamba tesa”: una buona lavata di testa, un richiamo, maggiore severità negli allenamenti e in partita ed un atteggiamento più esigente nei loro confronti. Certo, può funzionare anche così… ma Gianluigi, con il suo aplomb più misurato e saggio, ieri mi ha mostrato un approccio diverso (anche se non necessariamente alternativo): ha rimesso i ragazzi nella stessa situazione di gioco e, attraverso osservazioni, incitamenti e correzioni, ha guidato i ragazzi ad affrontare in modo diverso la medesima situazione in cui avevano fallito. È come se avesse “riavvolto la pellicola della partita” e permesso loro di “rivivere” quella stessa sfida in modo nuovo.

Tutto questo si è rivelato un enorme beneficio per i ragazzi: senza troppi discorsi o rimproveri, si sono convinti da soli di essere capaci di far fronte alle difficoltà di gioco con modalità nuove. Hanno sperimentato che si può stare in partita con più impegno, più grinta e precisione, curando meglio fondamentali di gioco ed i dettagli. Le parole si sono rivelate praticamente superflue: hanno compreso da soli come fosse possibile giocare diversamente, con più impegno, competitività, alla fine, anche con più divertimento.

In fondo Gianluigi ha fatto una cosa molto semplice, ma di grande saggezza educativa: non si è focalizzato su ciò che non andava ma ha fatto leva sulle loro risorse, facendo sperimentare le possibilità concrete che possiedono per migliorarsi. Alla fine la logica è semplice: se verifichi con le tue mani che sei capace di cose belle, perché non dovresti metterle in pratica?

È sottile ed efficace questa strategia: non dice “guarda quello che hai fatto!”, bensì “guarda come potresti farlo diversamente!”

Ora: tutto questo funzionerà? Bella domanda… vi tengo informati… per ora accontentiamoci degli sguardi soddisfatti ed orgogliosi con cui i miei ragazzi sono usciti dalla palestra ieri sera…

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