responsabilità

Ma non è che il senso di responsabilità sia prerogativa solo di qualcuno mentre qualcun altro si può permettere di danzarne allegramente sul ponte del Titanic mentre questo rischia di trovare un iceberg sulla rotta… perché, sinceramente, tutti questi scrupoli di coscienza che dovrebbe avere un partito che è stato sonoramente sconfitto, se non umiliato, alle elezioni, qualcuno me li dovrebbe spiegare.

Il centrosinistra ha governato gli ultimi sette anni della storia di questo Paese, attraversando, non dimentichiamolo, la crisi più grave dopo quella del 1929 (e qualcuno dice pure peggiore), dovendo fare scelte spesso impopolari per dare una scossa ad un sistema ingessato che non andava da alcuna parte. Gestire le cose in un tale frangente certo non paga in termini di consenso, è un po’ come pretendere che il medico che ti toglie l’appendicite si stia pure simpatico. Difficile, no?

Ora le scelte fatte ed i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti e possono essere giudicati con grande libertà, apprezzandoli o contestandoli. Il giudizio maggioritario dell’elettorato mi pare non abbia lasciato dubbi sul valutare negativamente il governo di questi anni. Se si vuole essere persone serie, direi che sono gli elettori stessi ad aver determinato la collocazione del centro-sinistra nella prossima legislatura: ossia all’opposizione.

Ora, gli appelli alla responsabilità, al senso del bene comune, alla necessità di garantire un governo al Paese credo debbano essere inviati, d’ora in poi, ad un indirizzo diverso: a coloro che gli elettori hanno premiato, non perché aumentassero il loro numeri di deputati e senatori, ma perché dessero risposte alla emergenze del Paese, in linea con quanto promesso. Guardate che non c’è alcun risentimento né stizza: non sto suggerendo un ritiro rancoroso sull’Avventino… tutt’altro…Dico solo che l’onore di guidare la barca comporta anche oneri e sacrifici, e responsabilità di venire a patti con i propri principi e con i propri piani: perché se volevi fare il duro e puro andavi a fare l’eremita nel deserto, non il politico in Italia.

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