un nuovo inizio?

Ieri mattina ci siamo svegliati tutti in una nuova era politica: l’impressione non è solo della solita lista di vincitori e vinti ma che sia successo qualcosa di più radicale e profondo, qualcosa che assomiglia molto al passaggio politico del ’94. È emersa, che piaccio o no, una nuova classe dirigente, nuovi soggetti, nuovi protagonisti che saranno chiamati a guidare le sorti del paese per i prossimi anni. Non che questa legislatura si prospetti di essere molto lunga, a dire il vero… questi sommovimenti chiederanno tempi di sedimentazione graduali e progressivi e l’impressione è che, dopo questo piccolo terremoto, le carte della politica si rimetteranno in moto anche in un ordine che oggi è difficile prevedere.

Il problema, come accade per ogni stagione di cambiamenti, è che non è per nulla evidente come procedere e come garantire un sviluppo al Paese sereno e non traumatico. Si naviga a vista, mettendo un piede dietro l’altro, tastando se il terreno regge o se qualche buca insidia il cammino.

C’è tuttavia un immediato banco di prova per questa nuova classe dirigente: il senso di responsabilità nel garantire un governo al Paese. Voglio dire che chi ha vinto le elezioni (penso a M5S e Lega) guadagnando il 50% del consenso dell’elettorato, ha, non solo il diritto, ma direi il dovere di assicurare un guida la Paese, pagando anche qualcosa di “tasca propria” in termini di mediazione, dialogo, compromesso e confronto. Comprendo che l’esercizio del governo espone ai rischio che le molte promesse fatte ( e sono state davvero molte ed impegnative) non trovino immediata soddisfazione, e che la gente chieda conto degli impegni presi. A volte la posizione di opposizione rende molto di più in termini elettorali che sporcarsi le mani, soprattutto in questi tempi non facili.

Eppure questo non è né più né meno di quanto chiesto in passato ad altre soggetti: di mettere il bene del Paese prima del proprio e di sottoscrivere alleanze che sulla carta aggradano poco… Anche questo è fedeltà al mandato ricevuto: l’elettorato ha chiaramente indicato da chi vuole essere governato e costoro hanno l’obbligo morale e politico di farsi carico del destino di tutti…Ne saranno capaci?

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