sudditi di Sua Maestà

Conoscete il mio amore per l’Inghilterra: è un posto che adoro e nel quale tornerei volentieri e vivere. Non so spiegare bene i motivi: sarà per la lingua, l’ambiente multiculturale, quello stile tipicamente “british” di fare le cose, quel passato imperiale che ti fa sentire un po’ “al centro del mondo”… o forse un insieme di tutte queste cose… fatto sta che la “perfida Albione” è un posto in cui mi sento a casa e in cui ritorno sempre con grande piacere.

Nonostante questa mia viva passione e benevolenza per il popolo che vive dall’altra parte della manica, non ho potuto che leggere con sorpresa ed imbarazzo la notizia che ieri rimbalzava su quasi tutti i siti internet: la futura sposa del secondo genito di Carlo è stata battezzata nella Chiesa Anglicana, durante una cerimonia riservata nella Cappella Reale, nel centro di Londra, a poca distanza da Buckingham Palace.

A parte che la ragazza, già di religione protestante era già stata battezzata e quindi mi chiedo che necessità di fosse di un nuovo rito, giacché le diverse confessioni cristiane concordano nell’unicità del Battesimo; a parte il dettaglio dell’acqua giunta direttamente dal Giordano, poiché, si vede, che della comunissima acqua benedetta non si addiceva al capo di cotanta maestà; ma la cosa che mi ha lasciato allibito sono le dichiarazioni lasciate trapelare da fonti di Buckingham Palace: la ragazza non era obbligata a convertirsi alla religione anglicana per il suo matrimonio con Harry, che avverrà in chiesa: essendo possibile per gli anglicani, da Enrico VIII in poi, sposarsi con rito religioso anche dopo un divorzio. Lo ha fatto soltanto in segno di rispetto per la regina Elisabetta, che è il capo supremo della chiesa d’Inghilterra.

Fa pensare che, all’alba del terzio millennio, in una società pienamente secolarizzata ed religiosamente indifferente, una tale scelta sia stata fatta in ossequio o per compiacimento verso qualcuno (fosse anche la Regina in persona). Che tristezza! Senza dubbio Meghan avrà conquistato il cuore dei sudditi di sua maestà  e accomodato quelle “cose religiose” che attengono al suo futuro ruolo. Ma il messaggio lanciato al mondo, per cui l’adesione ad una fede religiosa passa ancora per scelte così mondane ed opportunistiche, certo non mi è parso esaltante…

Ad essere onesto, il tutto è parso una sorta di “cambio abito”, così frequente nel jet set, per indossare la tenuta che meglio si addice alla circostanza.

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