il buco e la pezza

Che i responsabili debbano pagare mi pare il minimo sindacale per uno stato civile, anche se sappiamo bene come la giustizia in Italia arrivi spesso con una tale lentezza da renderla di fatto “ingiusta”. Che questo valga a maggior ragione per la drammatica tragedia di Genova è altrettanto vero, perché se non ci possiamo più nemmeno fidare della tenuta di un ponte allora mi chiedo che fine faremo.

Ma che bisogno c’era a sole 24 ore dall’accaduto, quando nemmeno tutti i feriti erano stati soccorsi ed i contorni della faccenda ancora assai fumosi, di fare un dichiarazione circa la revoca della concessione alla Società Autostrade? Senza prima capire l’accaduto, valutare i danni, individuare le cause, …così a pelle, di botto, senza nemmeno riflettere o ragionare… ma certo che la rabbia è tanta, che la voglia di vendetta ti prende le budella ma, cavolo, mica siamo al bar sport, dove ciascuno può sparare la propria battuta senza colpo ferire! Anche perché, così facendo, dopo solo altre 24 ore dalla dichiarazione, ti trovi costretto a rettificare la tua posizione, a fare dei distinguo, a dire dei “vedremo”, perché comprendi che un conto è rincorrere una manciata di like in più su facebook, un conto è gestire il sistema delle infrastrutture pubbliche delle settima potenza mondiale.. non sono proprio la stessa cosa…

Ci mancava poi il nostro presiedente del consiglio che metteva il carico da novanta sull’accaduto dichiarando: “Per questo disporremo la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia: non possiamo attendere i tempi della giustizia penale, abbiamo l’obbligo di far viaggiare in sicurezza”.  Leggete con attenzione la frase, al di là dell’impeto d’ira e di rabbia… cosa vuol dire “non possiamo attendere i tempi della giustizia”? E quindi? Cosa facciamo caro presidente, per capire cose è accaduto? Non so, facciamo un sondaggio sui social? Contiamo i “mi piace” su facebook? Estraiamo a sorte il colpevole, un po’ come per i sanatori? Come può uno stato di diritto accertare i fatti se non seguendo le procedure previste dalla legge? Se i tempi con cui la giustizia riesce ad accertare la verità dei fatti sono troppo lunghi, li si accorci, con provvedimenti amministrativi e legislativi ma dire “ non possiamo aspettare i tempi della giustizia”, magari, in prima battuta, dà l’impressione di efficienza e di decisionismo,  di un uomo forte al comando che non si fa imbrigliare la lacci e laccioli. Ma terminato l’effetto mediatico della frase, ci accorgiamo che stiamo demolendo i pilastri dello stato diritto, che insieme ai piloni del Morandi, vengono giù anche le basi della nostra convivenza civile?

Magari pretendo troppo ma mi piacerebbe, che, come aveva promesso, il nostro presidente del consiglio ed i suoi ministri si comportassero un po’ come dei buoni padri di famiglia: quante volte ti prudono le mani e vorresti mandare tutti a quel paese ..ma poi.. come ogni padre sa, viene il momento di riflettere e di soppesare le cose, perché, come diceva mia nonna, il rammendo non sia peggio del buco.

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