tra speranza e disperazione

Talvolta il confine tra la speranza e la disperazione è talmente labile che stenti a riconoscerne la presenza. Vi sono momenti nella vita in cui la speranza è una cosa talmente fragile che basta un nonnulla per trasformarla in disperazione; essa è una cosa così precaria che è sufficiente un soffio per farla precipitare nel burrone dell’angoscia.

Questo accade quando vivi giorni di precarietà, di fragilità, di incertezza e di dubbio, in cui la vita pare una cosa debole, caduca, labile e particolarmente vulnerabile. Sono i giorni in cui ti senti esposto a qualunque flebile vento, a ogni debole corrente d’aria che, sebbene tenue e leggera, rischia di compromettere il tuo equilibrio e così farti cadere.

La tua vita e quelle delle persone che vivono con te, assomiglia a quelle foglie autunnali che, ammantate di mille colori, mostrano tutte la loro precarietà nel legame con il ramo da cui dipendono: le vedi lì fragili, stancamente e provvisoriamente innestate alla pianta, soggette ad ogni perturbazione e temporale, ad ogni pioggia o brezza. Le guardi e ti chiedi fino a quando saranno in grado di “non mollare la presa”, per quanto tempo resisteranno in questa loro strenue lotta contro l’inverno che annuncia il suo arrivo.

Ecco, a volte accade così: la tua vita assomiglia a quella foglia e percepisci in un attimo tutta la caducità che abita i tuoi giorni e la provvisorietà che dimora nei tuoi anni.

È esattamente allora che speranza e disperazione divengono sentimenti talmente affini e “confusi” che basta poco per transitare da un lato all’altro del confine. La disperazione si traduce in speranza nello schioccare delle dita ma puoi riprecipitare in un tunnel angoscioso senza che manco te ne accorgi.

In questi giorni faticosi vivi una dimensione raminga dell’anima:  essa è continuamente strattonata da una parte e dall’altra, sospinta ora nel terreno della speranza ora in quella della disperazione, proprio come quelle foglie che si lasciano trasportare dal vento impetuoso, coinvolte in una danza che scandisce, con il suo ritmo, il fluire dei giorni.

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