mostrare la strada

Penso che spesso l’educazione sia tutta una questione “mostrare all’altro come si vive”, aprire la strada, dare l’esempio e che, in certe circostanze, le parole, le raccomandazioni, i rimproveri o i solleciti, siano inutili accessori.

Facevo questa considerazione guardano un commuovente video pubblicato su correire.it: mostra una mamma orso insieme al suo piccolo intenti a scalare una parete irta e ghiacciata. La mamma orso, con il suo passo sicuro e forte, giunge alla vetta senza troppa fatica; diversa sorte tocca al piccolo orsacchiotto che lotta contro il ghiaccio della parete in una successione continua (e spassosa) di ruzzoloni a valle. In più occasioni è stato lì lì per giungere al traguardo, mancavano pochi metri a toccare la madre, ma niente: un nuovo passo falso fa ripiombare l’aspirante orso nuovamente alla base del pendio.

Ma la piccola promessa del branco non demorde e, non appena terminato il suo scivolamento a valle, ecco che riprendere con coraggio ed insistenza la scalata verso la madre, tentando nuovi sentieri di salita e nuove strategie. È davvero ammirevole la tenacia del piccolo orso, la sua determinazione a non mollare, il suo volere seguire le orme di mamma orso nel raggiungere la meta. In fondo sembra che la strada tracciata dalla madre sia sufficiente al piccolo per stimolare la sua salita, benché faticosa, ad indicare la direzione del cammino e ad assicurare circa la “praticabilità” dell’impresa.

La madre, da par suo, resta in cima, guardando gli sforzi del piccoletto, magari incitandolo (questo a dire il vero il video non lo racconta…) e comunque pazientando affinché il suo cucciolo riesca da sé a superare la prova.

Bella testimonianza per tutti noi genitori ed educatori, no? Educare è prima di tutto sperimentare noi stessi per primi la fatica della salita e dello scivolamento, della caduta e del fallimento; è mostrare al figlio (o a colui che ci è stato affidato) che noi per primi siamo impegnati in quello sforzo e che anche a noi non è risparmiata la fatica del viaggio. Ma l’educatore non è solo colui che condivide il cammino ma anche colui che è capace di mostrare una strada aperta, una via percorribile, un meta raggiungibile. È testimoniare con la propria vita che quella parete può essere scalata, che è alla nostra portata e che con un po’ di cadute e nuovi tentativi si può arrivare in cima.

Infine educare è anche “patire” la pazienza dell’attesa, di quel tempo in cui stai in cima a “tifi” per il tuo cucciolo lì sotto che fatica a mettere un piede dopo l’altro. È non scoraggiarsi per le cadute ma lasciare che l’altro individui le sue strategie, compia i propri errori, sperimenti le proprie forze.

Quanto ho invidiato quella naturale saggezza che emerge dai movimenti dolci e decisi di mamma orso: con straordinaria disinvoltura apre il cammino, mostra la via, testimonia la raggiungibilità della meta e nel contempo pazienta e attende che il suo piccolo trovi la sua via verso il traguardo.

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