il sogno europeo

Se è vero che viviamo solo se abbiamo dei sogni, allora l’Europa è stato il più grande sogno politico degli ultimi secoli.

Lo so che oggi va poco di moda cantare le lodi del progetto europeo e che è più popolare attaccarla aspramente e scaricare sulle istituzioni europee le colpe e le responsabilità di tutte le disgrazie che ci sono successe. Eppure penso che se avessimo la calma e la serenità di guardare con un minimo di prospettiva storica cosa è stata la costruzione della comunità europea nella storia del nostro continente, forse giungeremmo a giudizi un po’ meno affrettati ed impulsivi.

L’Europa è stata per moltissimi secoli un continente in perenne guerra, praticamente da sempre. Secondo alterne fortune, i vari stati membri hanno sempre aspirato ad una loro supremazia sul continente, intraprendendo guerre ora con questo ora con quel vicino. I morti nel nostro continente a causa di guerre, tensioni, divisioni, attacchi, violenze, scontri e conseguenti carestie ed epidemie sono stati davvero moltissimi: a partire dai milioni della seconda guerra mondiale, un vero massacro europeo, poi il primo conflitto bellico e via via indietro negli anni tra le grandi e minori ostilità celebratesi nel tempo.

Il solo pensiero che popoli che si sono combattuti, anche aspramente, per secoli, potessero un giorno scegliete liberamente un destino comune, cedendo parte della loro sovranità nazionale per la realizzazione di un progetto condiviso e pacifico, ha davvero dell’incredibile. Che le comuni origini culturali potessero tradursi in istituzioni politiche condivise non era per nulla un dato scontato ed è stato merito dei grandi sognatori europei: tra tutti (ma furono molti di più) gli italiani Alcide De Gasperi ed Altiero Spinelli, il francese Roberrt Schuman ed il tedesco Konrad Adenauer.

Alla nostra vista un po’ miope e strabica, pare una cosa ovvia e scontata godere di questo prolungato tempo di pace e di serena convivenza. La mia generazione, come quella di mio padre e di mio figlio, non hanno mai conosciuto la guerra. Questo è senza dubbio merito della costruzione della casa comune europea, che ha svolto il ruolo di camera di compensazione di conflitti ed attriti tra le nazioni, attraverso l’esercizio di regole e procedure comuni e condivise.

E tuttavia è bene ricordare che mai nella sua storia il nostro continente ha vissuto un tempo così lungo di stabilità, pace e prosperità. Sto ricordando cose banali e ovvie? Certamente! Ma talvolta è bene non dare per scontato l’ovvio e rendersi conto che ciò che consideriamo come “naturale”, lo è solo come “naturale” conseguenza di sogni ambiziosi e spesso audaci.

Restano molti valori incompiuti nella costruzione europea? Certo! Nel corso dei decenni l’Europa ha iniziato a mostrare rughe ed imperfezioni? Senza dubbio? La comunità economico-finanziaria deve ancora tradursi in una compiuta comune casa politica e culturale? Anche questo è vero! L’Europa resta ai nostri occhi come un sogno incompiuto, come una meta ancora da raggiungere pienamente.

Eppure, checché se ne dica, è il più bel sogno che possediamo e la migliore promessa di pace e serenità che possiamo lasciare ai nostri figli.

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