la gioia adesso!

Ascolto da lontano le risa dei miei figli, che giungono dalle loro camere, dall’altra parte della casa, ed un pensiero mi si palesa nella mente: basterebbe un nonnulla per perdere tutto questo. Sarebbe sufficiente una malattia, una disgrazia, una distrazione, un incidente per turbare la serenità che, nonostante i tempi difficili, abita la mia casa.

Non serve fare gesti scaramantici o esercitarsi nel pensiero positivo: “tempus fugit” dicevano gli antichi e credo che ci avessero azzeccato. Viviamo un senso di precarietà esistenziale che questa pandemia ha reso, se possibile, ancora più palese e “concreto”. Le cose passano, il tempo se le divora, come un gorgo nel cui vortice tutto precipita come inghiottito da un appetito famelico.

Ascolto le risa dei miei figli e questa loro gioia mi porta a pensare che, in fondo, la gioia è ora, la vita è ora, la serenità è ora, inutile continuare a proiettare sul domani le nostre attese frustrate.

Mi rendo conto che, spontaneamente ed inconsciamente, la mente ed il cuore gettano sul domani l’attesa di un compimento che, temo, non arriverà mai. Viviamo come se l’oggi non ci bastasse, come se ci fosse sempre un secondo tempo da giocare nel quale la partita prenderà tutt’altra piega. Investiamo nel futuro scordandoci di assaporare ogni attimo che il tempo presente ci sta regalando: un sorriso, una battuta, una passeggiata con chi amo, une telefonata ad un amico, un messaggio ad un conoscente, un film visto alla TV, una pagina letta in silenzio, una preghiera sospirata con poca convinzione.

Il Mistero della Vita abita questa piccolezze che, nell’attimo presente, punteggiano la nostra vita, come piccoli diamanti sepolti sotto la sabbia. “È tutto qui?” ogni tanto mi viene da chiedermi… Si!, è tutto qui, tutto ora, tutto adesso! La speranza che anima le nostre esistenze non può trasformarsi nella scusa per abituarci ad una presbiopia dello sguardo, divenuto incapace di riconoscere quello che ci accade sotto gli occhi.

La vita è adesso cantava qualcuno anni or sono.. quanti altri anni vogliamo perdere nell’attesa che il domani ci porti ciò che l’oggi ci sta già donando?

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