L’uomo avanzava lungo il marciapiede lentamente, fermandosi dopo ogni piccolo passo. Un passo, una pausa. Un altro passo, un’altra pausa. Il suo movimento ricordava quasi una marcia lenta, scandita da un ritmo preciso e regolare. Ma l’arma che impugnava non era un fucile: era il bastone bianco di una persona non vedente.
A ogni avanzamento, il bastone toccava il bordo del marciapiede. Un passo, una sosta, un tocco. Poi di nuovo. Una sequenza semplice e ripetitiva, eseguita con una calma sorprendente e una disciplina quasi commovente. Nessun gesto era lasciato al caso. Ogni movimento sembrava il risultato di un esercizio paziente, affinato nel tempo.
Mi ha colpito la perseveranza di quell’uomo. La sua determinazione silenziosa. Lo osservavo dal balcone mentre proseguiva il suo cammino, senza fretta e senza esitazione. Non poteva vedere la strada davanti a sé come la vediamo noi, eppure continuava ad avanzare con una sicurezza che molti di noi, pur avendo occhi perfettamente funzionanti, spesso non possiedono.
Non c’era ansia nel suo procedere. Non c’era la smania di arrivare il prima possibile. C’era metodo. C’era fiducia. C’era la paziente ripetizione di un gesto che, passo dopo passo, gli permetteva di andare avanti.
In pochi minuti uscì dal mio campo visivo, continuando il suo viaggio verso una meta che non conoscevo. Eppure quella breve scena mi è rimasta dentro.
Mi ha fatto pensare a quante volte rimaniamo bloccati perché vorremmo vedere l’intero percorso prima di iniziare. Vorremmo avere tutte le risposte, tutte le certezze, una mappa completa del cammino che ci attende. Quando questo non accade, ci fermiamo. Esitiamo. Rimandiamo.
E invece la vita funziona spesso in modo diverso.
Non sempre ci è dato di vedere lontano. Non sempre possiamo conoscere in anticipo la destinazione o prevedere tutte le svolte del percorso. A volte possiamo illuminare soltanto il tratto immediatamente davanti a noi. Eppure è sufficiente.
Quell’uomo mi ha ricordato che non serve vedere tutto il cammino per compiere il passo successivo. Che il viaggio non dipende soltanto dalla chiarezza della meta, ma dalla fedeltà al movimento. Dalla capacità di continuare ad avanzare anche quando l’orizzonte rimane indistinto.
Forse molte delle cose più importanti della vita nascono proprio così: non da una visione perfetta del futuro, ma dalla costanza di chi continua a camminare. Un passo alla volta. Con pazienza. Con fiducia. Con la determinazione di chi sa che la strada si rivela mentre la si percorre.








Lascia un commento