Ermanno e Djibrill

Ermanno ed Ibrahima curano un’interessante pagina su Facebook dal titolo “African News”. La trovate a questo link.

Questa la loro presentazione: “Con le parole, le immagini, le emozioni cerchiamo di dare un senso, di trovare la strada giusta da seguire. ​African News è una pagina per condividere, per creare un ponte tra l’Africa e l’Europa, tra il continente nero e nel nostro piccolo, Lodi, nella pianura, tra il fiume e la città. Un luogo dove la musica, il calcio, la politica dell’Africa e dell’Italia s’incontrano, per favorire la conoscenza reciproca di due mondi spesso considerati distanti, ma che comunicano e dialogano tra di loro. Un simbolo, una proposta, un modo per dire che forse, con i propri ideali, idee, con la propria cultura e radici, si può essere in grado di dialogare e di camminare insieme.”

Oggi lascio volentieri la parola ad Ermanno, per questo bel racconto di amicizia e di vicinanza.

***

Ho conosciuto Gibbi Dem, Djibrill qualche anno fa. Io ero un giovane volontario, attivo nei servizi Mensa e Docce della Caritas.
Luoghi dove senza tetto e persone bisognose possono trovare un pasto caldo e lavarsi.
L’ho conosciuto lì, in Via Defebdente a Lodi, in un mercoledì sera di novembre, tra la nebbia sulla strada dei tigli.
Mi aveva colpito questo ragazzo con uno strano sorriso sul volto, entrare nelle stanze del dormitorio e chiedere un asciugamano e un po’ di sapone.
Due occhi profondi, veri, che sapevano di vita, di verità, di speranza.
Piano piano sono arrivate le parole e l’incontro
“Da dove vieni?”
“Vengo dal Gambia, ho vissuto un po’ di anni a Roma e adesso sono qui.”
“E dove dormi questa sera?”
“Mi hanno detto che c’è posto al ponte.”
È vero l’Hotel sotto il ponte, lì ci sono sempre spazi. Spazi di silenzio, di solitudine, di acqua di fiume.
C’era qualcosa di particolare che mi aveva lasciato colpito da Djibrill, un modo di stare davanti alla vita, la sincerità, l’umiltà di chi vuole sempre imparare.
La storia dell’incontro, di un amicizia è stata questa, fatta di aiuto vicendevole, di scambi, di condivisioni.
Di materassi portati sotto il ponte per non dormire per terra, di coperte, giubotti per il freddo, di lavori.
Ora, dopo un periodo trascorso in una casa messa in gestione della Caritas, Djibrill si sta sistemando, ha un lavoro e continua a sognare.
Ho sempre desiderato sperare come lui, avere la forza di cambiare, quell’energia che valica ogni confine, che attraversa il tempo.
Risuonano ogni volta, dopo il dolore, nella mente quelle parole che sono il suo mantra, il suo motto, la sua possibilità: – non sono i tempi duri che durano, ma le persone dure che durano- .
E poi sorride, in quel sorriso che sa, nonostante tutto, in quale piccola parte di mondo continuiamo a trovarci e a ritrovarci.
Come anime in cerca di luce.

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