journal de bord – 1

Due giorni in Costa Azzurra sanno riconciliarti con la vita: il sole, il mare, quel clima da svago e di divertimento che respiri nelle cittadine; ma anche quelle tinte pastello che colorano i piccoli borghi arrampicati sui monti, quasi un salto indietro nel tempo in periodi lontani e andati. Avendo scelto di evitare gli itinerari più gettonati e glamour della Costa, ci addentriamo su per piccoli borghi medievali, che affascinano per l’atmosfera lenta e rarefatta: stretti viottoli di pietra, camminamenti irti, case che si affacciano su stradine ricche di fiori e piante.

Il primo ad attirare la nostra attenzione è Saint-Paul-de-Vence, piccolissimo borgo di tremila anime appena dopo Nizza. Le guide lo consigliano come uno dei villaggi meglio conservati della Provenza: in effetti ci si presenta come un piccolo gioiellino medievale, forse anche un po’ troppo, tanto che la sensazione di un piccolo “arrangiamento” ad uso dei turisti ci coglie da subito. Passeggiare tra le sue strette viuzze si rivela comunque una esperienza piacevole: le possenti mura di cinta, i moltissimi negozietti d’arte, il panorama che si gode della zona sottostante giustificano ampiamente una sua visita e le poche ore trascorse. Bella ed imprevista sorpresa è invece Cagnes-sur-Mer, o meglio la sua città vecchia, arroccata su una aspra collina lontana dalla citta nuova sdraiata sulla costa, che, ad essere onesto, ha poco da mostrare. Sfortunatamente (o forse no) capitiamo a Cagnes nel giorno di chiusure del suo celebre castello monegasco, che è la principale attrattiva del villaggio: possiamo così camminare tra i suoi vicoli in quasi perfetta solitudine, potendo così godere “in esclusiva” di viste suggestive, angoli “poetici”, scorci talmente accattivanti da imprimersi in maniera duratura nella memoria.

Non possiamo farci mancare una veloce visita ad Antibes, una delle mete più ambite di tutta la Costa Azzurra: ci colpisce la vita vivace e la luce intensa che attraversa le sue strade e che ha attratto nel tempo molti artisti e pittori che qui hanno trovato stimoli e spunti per la propria arte. Celebre il caso d Picasso che a metà del Novecento ha abitato lo Chateau Grimaldi, sede oggi di un museo a lui dedicato. Visito l’esposizione, più per dovere morale che per convinzione (Picasso non è tra i miei pittori preferiti) e esco dalla visita con l’impressione che avrei potuto investire meglio il tempo a disposizione.

Gli altri villaggi della costa ci regalano poche emozioni: affollati di un turismo un po’ elitario e stravagante, hanno belle spiagge con un mare eccezionalmente cristallino ma il tutto è alterato da quell’effetto “melassa” che guasta ogni torta quando si eccede con lo zucchero.

Decisamente gradevole comunque l’effetto complessivo: il sole caldo, l’aria fresca, il mare azzurro ed un cielo terso hanno fatto da essenziale condimento a giornate piacevoli e rilassanti.

 

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