rompere la bolla

Mi rendo conto che vivo dei periodi in cui sperimento una sorta di “sequestro mentale”: mi succede che sono talmente coinvolto in un problema, in una questione, o in un progetto che vivo come isolato da ciò che mi succede attorno. Non è un atto voluto né una scelta: è qualcosa che ti succede indipendentemente dalla tua volontà e, cosa ancora più grave, di cui ti accorgi solo quando da questa “bolla autistica” ne sei uscito. È quando il sequestro è terminato che capisci di aver passato dei giorni senza minimamente accorgerti di quello che ti stava attorno e che hai trascorso del tempo su un’isola deserta in cui c’eravate solo tu ed il tuo problema… nessun altro…

È spiacevole questo risveglio: provi una sensazione antipatica di colpevole indifferenza, di apatia, come se, involontariamente, avessi messo “in pausa” la vita delle persone che sono con te, per poterti dedicare in modo esclusivo alle tue cose…in effetti non è una cosa di cui vai particolarmente orgoglioso, anzi…

Da una parte credo sia, in qualche modo comprensibile (anche se non giustificabile) quello chi mi accade: quella questione ti ha talmente preso che ne sei rimasto vittima. Stenti proprio a dimenticarla e a prenderne le distanze; ci resti attaccato giorno e notte in un modo che suona un poco patologico ed inopportuno. Diviene una sorta di pensiero ossessivo a cui tornare non appena la mente e le faccende della giornata te lo consentono.

Tuttavia questo isolamento mentale mostra delle evidenti controindicazioni: vivendo così, perdi il senso delle proporzioni, della misura; smarrisci il senso prospettico della vita, e ti focalizzi su quella questione trasformandola in un “tutto” che spaventa e paralizza. Spezzare quindi questo circolo non è solo una scelta salutare per la propria mente ma anche un modo efficace per risolvere meglio la questione che ti ha rapito la testa.

Fa bene guardare il problema da una certa distanza; contemplarlo da lontano e soprattutto, vederlo “in contesto”, dentro le cose belle ed importanti della tua vita; dentro la famiglia, i figli, dentro gli incontri e le amicizie; dentro le passioni ed il divertimento. Insomma, dentro lo scenario della tua esistenza, in modo tale che cessi di essere un buco nero nel quale tutto precipita violentemente per diventare una buca sul tuo cammino. Certo: può essere una fessura o una voragine, ma, per quanto grossa, non potrà mai inghiottire la tua vita.

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