il migliore amico

“Amici è il titolo di un famoso programma televisivo, la parola più pronunciata e mendicata sul web, la lettera di licenziamento di certi amori finiti e la promessa quasi sempre illusoria con cui gli innamorati a senso unico vengono tenuti a bada. Restiamo amici, diventiamo amici. In Rete, poi, è tutto un mettere e togliere «amici». Averne tanti è segno di prestigio sociale. C’è addirittura chi se li compra. La realtà è che non siamo mai stati così soli come da quando siamo così connessi. Sono talmente tanti gli «amici» da seguire che non c’è più tempo per gli Amici da vedere.

Intendiamoci. Le amicizie in Rete sono un’opportunità straordinaria. Però ho il sospetto che la novità ci abbia preso la mano, facendoci dimenticare quello che la tua lettera ribadisce con la forza della disperazione: che le amicizie vere scavano nel profondo e perciò richiedono tempo, concentrazione, disponibilità. Una connessione speciale che per qualche momento escluda tutte le altre. Come dice la volpe del Piccolo Principe: «Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!».

Tu e il tuo amico vi siete addomesticati a vicenda. Vi siete scelti, scontrati, compresi, accettati. Un lavoro che richiede impegno, ed è per questo che le amicizie autentiche sono poche e quasi sempre ascrivibili all’adolescenza, il momento delle passioni assolute e del tempo dilatato e dedicato. Ogni volta che scorro uno scambio di messaggi elettronici tra cosiddetti «amici», ciò che più mi sconvolge è che nessuno cambia mai parere. Nella vita vera non succede così. Dopo un po’ ci si stufa di irrigidirsi e ci si abbraccia. O ci si picchia per poi abbracciarsi. Quante amicizie indelebili sono nate da un litigio. A volte i fratelli d’elezione hanno bisogno del conflitto per riconoscersi. Sulla tastiera, invece, persino la rabbia scorre algida. Persino le frasi più belle lasciano addosso un senso di incompiutezza e di rimpianto. Vorresti vedere gli occhi di chi le ha pronunciate, dargli un bacio sulla guancia o una pacca sulla spalla. L’amicizia ha una componente non eliminabile di fisicità.(…). L’amico del cuore ti ha conosciuto quando eri ancora un seme, non un frutto. Si ricorda i tuoi sogni rinnegati, i tuoi dolori rimossi, le tue fantasie indurite dalla prosa della realtà.

Diciamola tutta: l’amico del cuore è un temibile scocciatore. Perché a lui non la si fa. Con lui non puoi barare o nasconderti dietro una maschera: ti ha conosciuto prima che te la mettessi. Potete anche esservi persi di vista per anni, ma quando ritorna è come se non se ne fosse mai andato. Il migliore amico non c’è mai, tranne quando ne hai bisogno. (…)”

Massimo Gramellini su Vanityfair.it del 4 ottobre 2017

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