allo specchio

Trovo che uno dei regali più belli che possiamo fare ad una persona è quella di aiutarla a vedersi allo specchio per scoprire la bellezza di cui è ricca.

La bellezza ed il fascino di cui siamo portatori talvolta è una cosa che non ci appare immediatamente agli occhi, anzi è generalmente qualcosa che fatichiamo a vedere, che si nasconde sotto i nostri malumori, i nostri pessimismi, le nostre arrabbiature e frustrazioni. La fatica e l’affanno della vita anestetizzano un poco i nostri deboli sensi, i quali, se solo fossimo un poco attenti, ci farebbero vibrare di stupore a motivo della bellezza che portiamo dentro, nei nostri gesti, nelle nostre movenze, nei nostri sorrisi e nelle nostre parole.

Sicché può davvero essere uno straordinario dono quello di condurre, con delicatezza e tatto, qualcuno a vedersi con occhi nuovi e aiutarlo a scorgere  quei piccoli meravigliosi dettagli della sua persona a cui non aveva mai fatto caso.  Concediamo all’altro la possibilità di ammirarsi e rimirarsi come una sorpresa, come un regalo di compleanno appena scartato ed inatteso.

Vivere l’amicizia significa, a volte, offrirsi come uno specchio per l’amico, come una superficie grazie alla quale l’immagine dell’altro si può rispecchiare e nella quale egli può guardarsi e ammirarsi. Ci sono momenti in cui essere amici si traduce proprio in questo e solo in questo: stare lì immobile e fare sì che l’altro, attraverso le tue parole, i tuoi occhi, il tuo sguardo ed i tuoi gesti, possa rimirarsi stupito, possa cogliere quei lineamenti del proprio volto e della propria persona che non aveva mai notato.

Adoro questo tratto dell’amicizia perché ha molto il sapore della restituzione: quando rifletti all’altro la bellezza della sua persona, ti rendi conto che non sei tu la causa della sua meraviglia, non sei tu l’autore di quello che egli vede. Il tuo è un ruolo passivo e, a ben vedere, secondario e strumentale.  Tu sei come un sentiero che guida l’altro alla scoperta di se stesso, sei come un piccolo viottolo sui quali l’amico muove i suoi passi per scoprire il segreto della sua interiorità. Non sei né la meta né la sorgete di quel viaggio: molto semplicemente sei solo un pezzetto di strada che l’amico calpesta per arrivare a se stesso.

E tuttavia questa tua radicale inutilità sapora di gioia e di soddisfazione: osservare, compiaciuto, lo sguardo dell’amico che, attraverso di te, rivede la bellezza di cui è portatore è motivo di una felicità intesa ed ineffabile.

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