cause imperfette

E così si è conclusa (ordinatamente come ci tiene a dire il presidente del consiglio) la XVII legislatura. Da domani partirà una scoppiettante campagna elettorale, dove temo, ne sentiremo di tutti i colori.

Confessiamo che, per come si era aperta, ben pochi si sarebbero aspettati che arrivasse al traguardo della scadenza naturale, soprattutto in un periodo segnato da una profonda crisi economica, dall’affermarsi di populismi di varia natura e in un quadro internazionale non certo facile. Ebbene sì: qualche volta anche noi italiani siamo capaci di sorprendere positivamente.

Stimolato da un articolo di giornale, ho trovato nella rete questa interessante osservazione di Guy Coq, filosofo francese e studioso del pensiero personalista.  Riferendosi al padre del personalismo, Emmanuel Mounier e al suo collega Paul Louis Landsberg, Cod afferma: «Landsberg insiste pure sul fatto che dobbiamo essere solidali delle cause imperfette. In effetti, la scelta non è tra idee astratte ma “tra forze e movimenti reali che, dal passato al presente, conducono alle possibilità dell’avvenire.” Questa consapevolezza dell’imperfezione delle cause deve proteggerci dal fanatismo “cioè dalla convinzione di vivere in possesso di una verità assoluta ed integrale.” Mediante questa “consapevolezza inquieta”, possiamo condurre una “critica continua” che tende a perfezionare sempre più la causa. La riflessione di Mounier è parallela a quella di Landsberg: “Ci impegniamo sempre in lotte discutibili su cause imperfette. Rifiutare per questo d’impegnarsi sarebbe rifiutare la condizione umana.»

Fa eco a queste considerazioni Stefano Ceccanti: «c’è un’importanza etica nella battaglia per le “cause imperfette” e nel non ritrarsi rispetto alle prime difficoltà, perché nello spazio in cui ci impegniamo le cause sono necessariamente limitate e imperfette e gli strumenti lo sono ancora di più, ma questo non sminuisce la loro importanza. E, soprattutto, il metodo, è quello dell’inserimento in un processo molecolare, condiviso in cui è “l’avvenimento il maestro interiore” e non il ribadire rigidamente il punto di partenza

Mi affascina questa idea delle cause imperfette…la trovo saggiamente umana e umanamente realistica. Può essere che da domani, iniziata la campagna elettorale, ci sentiremo raccontare di futuri escatologici dietro l’angolo, frutto di idee e comportamenti puri e radicali, quasi un nuovo messianismo secolare…

A essere onesto, di fronte a tutta questa apocalittica da quattro soldi, meglio tenersi stretti tra le mani le tante “cause imperfette” per cui lottiamo tutti i giorni..

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