il potere accogliente della parola…

Treno verso Milano, stamattina. Ad una fermata intermedia sale una nuvola di ragazzini delle media in uscita didattica. Si spargono sul treno come fa la polvere quando apri una finestra, occupando ogni dove. La carrozza viene investita da un folata di gioventù e di irrequietezza, piuttosto singolare per un treno che alla mattina porta pendolari assonnati al posto di lavoro. Il vociare ed il chiacchiericcio svegliano anche i più sonnolenti: continuare con la propria lettura è operazione ardua, sicché mi lascio “disturbare” dalla gioiosa brigata e osservo questi singolari passeggieri in viaggio verso Milano.

Si siedono vicino a me tre ragazzine, sguardo vivace e sorriso segnato da quegli apparecchi ortodontici che ormai indossano tutti. La fretta di trovare un posto, evidentemente, non ha permesso un rigido rispetto delle reciproche amicizie e simpatie e così mi accorgo che la ragazzina che siede di fronte a me non deve essere particolarmente amica delle sue vicine di posto. Queste, con precisa e sadica scaltrezza, la ignorano bellamente, confabulando tra loro ed escludendo la ragazza dal discorso. La mia dirimpettaia, deliziosa pelle ambrata e capelli arruffati, accenna un “ehi, ci sono anch’io!” ma, delusa dalla risposta delle amiche, apre la propria borsa, estrae un libro e ci si precipita dentro. La guardo mentre sorride a qualcosa che ha letto, con gli occhi che seguono ammaliati le pagine scritte, come se fosse stata rapita in non so quale posto.

Che bello aver scoperto già da giovane la bellezza accogliente di un libro, il suo potere ospitale e rispettoso, il suo essere disponibile e generoso con tutti, senza preferenze, senza pregiudizi né preconcetti. Da quella borsa la ragazza non ha estratto solo un insieme di pagine rilegate ma un amico fedele e affidabile, un compagno di viaggio interessante e mai banale. Che straordinaria ospitalità sanno offrire le parole, i racconti, le narrazioni! Sanno spalancare le braccia come in un accogliente abbraccio, sanno cullare ed intrigare, affascinare ed incuriosire, commuovere ed emozionare, agitare e tranquillizzare.

Non so se quella ragazza dai capelli arruffati volesse solo isolarsi o fuggire da compagne così scostanti; so però che l’amico con cui ha fatto il viaggio è un amico prezioso, affidabile, sincero. Che fortuna averlo conosciuto ad un’età così tenera…

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