bacio sulla fronte

Paul è un ragazzo arrivato in Italia non si sa come, non si sa perché; forse il perché è noto: in fuga da guerre, carestie e violenze. Ora, come molti altri, vive al residence che ospita tutti coloro che sono in attesa della protezione internazionale.

Ha uno sguardo vispo e due occhi brillanti che sorridono con naturale empatia. Vive una certa ritrosia e timidezza verso le persone, che guarda sempre con timore e riverenza. C’è una cosa che mi ha sempre incuriosito di Paul: gira con una collana del rosario attorno al collo. Nulla di ostentato, né tanto meno di appariscente o prezioso: una dozzinale collana di plastica bianca, i cui grani sono inanellati con una semplice corda. È singolare questa sua abitudine, quasi un vezzo che esibisce con serena normalità.

Lo osservo stamattina in treno, mentre scende alla sua stazione con la sua solita corona bianca in bella vista. All’inizio attribuivo questa particolare abitudine ai tratti della sua sensibilità religiosa e alle usanze della sua terra: gli africani hanno una particolare cura per gli oggetti che in qualche misura appellano il divino; la loro percezione del mistero della Vita è talmente “reale” e carnale da “inglobare” in tale mistero anche le “cose del mondo” che di esso sono riflesso o rimando. Tuttavia, ammirandolo stamattina sul treno, ho colto che c’era qualcosa di più, qualcosa che mi era sfuggito ad un primo e superficiale sguardo. C’è un senso di protezione che accompagna quella corona, l’invocazione e, allo stesso tempo, la consapevolezza di una Mano che protegge la sua vita e guida i suoi passi.

Per uno come Paul, giunto dall’altra parte del mondo senza alcuna tutela e garanzia, penso che quella corona da pochi centesimi dica molto e racconti qualcosa di essenziale. Essa mostra, in maniera discreta, semplice ma profonda, la fiducia nella Vita che è capace di custodire i suoi figli; tradisce la consapevolezza di un radicamento, di uno Sguardo Celeste che è costantemente rivolto alla sua vita, nonostante le traversie del cammino. Mi piace perché quella piccola collana attorno al collo esprime fiducia, invocazione, certezza e auspicio; dice la fede in una Mano che, in un modo misterioso ed imperscrutabile, sa custodire, proteggere, conservare e difendere.

Assomiglia tanto al bacio dato sulla fronte, che ogni madre dona al proprio figlio prima di uscire di casa al mattino: è la promessa di una presenza, l’augurio di cose buone, la certezza che esiste una casa a cui fare ritorno.

 

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