we are travellers

Secondo me l’aeroporto è un luogo magico, possiede un fascino straordinario: forse perché è una metafora della vita, un luogo in cui la gente parte e ritorna, si lascia e si ritrova, si allontana e si riavvicina. Forse perché, proprio nel posto in cui uno “prende il volo”, si sente con maggiore forza il desiderio della casa, di un luogo accogliente in cui sperimentare affetti caldi e liberanti.

Provate a passare da un aeroporto nel periodo natalizio e capirete… Non mi riferisco tanto all’atmosfera un po’ sdolcinata del Natale, a quelle decorazioni colorate e luminose che segnano questo momento dell’anno. No, penso prima di tutto allo sguardo dei passeggeri, a quella loro voglia di “ritornare a casa”, a quel luogo che li ha visti nascere e crescere ed in cui magari si trovano ancora pezzi importanti della loro vita. Chi attraversa un aeroporto sotto Natale sa benissimo che si può vivere da errabondi tutto l’anno ma che c’è un momento in cui la fame di casa si fa così intensa che non puoi fare altro che farci ritorno.  Il bello di questo periodo dell’anno è che ogni passeggero non si mette in viaggio per andare “altrove” ma per “ritornare là”: c’è una nostalgia che anima il suo andare, una malinconia intensa di “cosa familiari”, feriali, quotidiane.

In aeroporto gli incontri hanno sempre una forza straordinaria:  sarà che la lontananza acuisce il desiderio di vedersi, sarà che solo quando parti ti rendi davvero conto di cosa stai lasciando… ma pare che la gente sperimenti una speciale intensità e verità dei saluti e degli abbracci. C’è un modo del tutto speciale per dire “bentornato” nella zona “Arrivi” di un aeroporto: c’è un senso di gioiosa e trepidante accoglienza che difficilmente trovi altrove. Vedi gente con un mazzo di fori in mano o con un cartello con un nome; qualcuno che stringe un pupazzetto di peluche, altri dei palloncini… altri ancora che semplicemente osservano ansiosi la porta che si apre, in attesa di qualcuno, che dopo un lungo viaggio, ritorna da loro.

Ho trovato molto emozionate questa pubblicità della SAS, che racconta la magia della zona “Arrivi”. Vi invito a mettervi le cuffiette e a lasciarvi entusiasmare da quanta vita vede la luce davanti ad una porta che si apre!

***

Non vi siete mai fermati ad osservare lo spettacolo nella zona “Arrivi” dell’aeroporto?

Guardate i volti della gente che aspetta: si staranno domandando se è cambiato qualcosa mentre eravamo via? Cosa abbiamo portato indietro con noi? Siamo riusciti a trovare quello che stavamo cercando? Il mondo era diverso da come ce lo aspettavamo? Abbiamo compreso qualcosa alla fine del nostro viaggio? Forse che non ci restano così tanti viaggi da fare? O che ci siamo lasciati alle spalle qualcuno di importante?

A volte il viaggio ci ha cambiato la vita. A volte riusciamo a cambiare il mondo, ma la maggior parte delle volte è il mondo a cambiare noi. Troviamo l’amore, o ci innamoriamo di quello che avevamo lasciato a casa. Torniamo a casa con una famiglia nuova, con nuove priorità, con esperienze che resteranno con noi per sempre, con un idea in cui crediamo (…)

Going places take us places. We are travellers.

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